ANNO 16 n° 272
M5s di Ronciglione contro il canile Fontana
Indignazione degli ambientalisti contro la struttura viterbese

RONCIGLIONE – Gli esponentio del Meetup amici di Beppe Grillo di Ronciglione denuncia la situazione del canile e scrivono: ''Da recenti articoli di stampa nazionale e locale (settembre-ottobre) abbiamo saputo che il canile privato Fontana di Viterbo è finito in tribunale a seguito di una inchiesta giudiziaria nata oltre quattro anni fa. Sotto accusa c’è la titolare Annamaria Fontana accusata di uccisione, maltrattamento e sevizie su animali. Sembrerebbe la classica notizia di cronaca di un paese, l’Italia, che, come si sa, è molto lontano dagli standard minimi di attenzione alla vita animale.

Ma per i cittadini di Ronciglione (tutti, non solo gli animalisti) la questione cambia quando si apprende che il comune di Ronciglione ha pagato a questa struttura quasi 70.000 (settantamila) euro all’anno per la gestione di cani accalappiati e per le carcasse di animali morti, sul proprio territorio. Il 14 ottobre 2016 (pochi giorni fa) è apparsa nell’Albo Pretorio del comune di Ronciglione la determinazione (N. 891 del RG) del responsabile del servizio dell’area Sicurezza Silvio Gianforte in cui si delibera “di procedere ad una procedura negoziata per l’affidamento del servizio di custodia e mantenimento cani randagi con la ditta Fontana di Viterbo già affidataria del servizio e di richiedere alla suddetta ditta la disponibilità ad eseguire il servizio alle condizioni del capitolato speciale d’appalto approvato con determina n. 455 del R.G. del 02.06.2016 e al prezzo di € 2.20 iva esclusa al giorno per ciascun animale per una durata del contratto di 2 anni per un totale di 140.000 mila euro.

Sorprende che questa determinazione sia uguale in tutto ad un altra (la N. 887 del RG, pubblicata alcuni giorni prima) firmata da Antonio Mocavini responsabile funzioni gestionali area Sicurezza del corpo Polizia locale e alla quale risulta allegato il verbale di gara n.1, firmato dai membri della commissione giudicatrice, della quale Mocavini è il presidente. Per aggiungere sorpresa a sorpresa, al momento della pubblicazione della determinazione N. 891 del RG, è sparita dall’Albo Pretorio (o forse non siamo più stati capaci di trovarla) la determinazione N. 887 del RG e il verbale allegato. Mistero!!

Vediamo i fatti. Nel 2013 il comune di Ronciglione affida al canile privato Fontana Annamaria di Viterbo, con la procedura del “cottimo fiduciario” il servizio di custodia e mantenimento cani randagi (Det. N. 142 del 19/03/2013) per un valore presunto di 60.000 euro all’anno e al costo unitario per cane di 2,20 euro oltre iva. Il contratto in questione scade l’11 aprile del 2016. Nel frattempo l’Anac (Autorità Anticorruzione), ironia della sorte lo stesso giorno in cui scade il contratto fra il comune di Ronciglione e il canile Fontana di Viterbo, pubblica la risposta a una segnalazione relativa ad alcuni canili di Roma in cui, oltre a mettere in evidenza carenze e violazioni delle normative sanitarie e di protezione delle specie animali che configurano un quadro realmente imbarazzante, dice “ a).........(lo stesso) Dipartimento Tutela Ambiente ha evidenziato che, il Ministero della Salute, riportando in una nota del 2010 i dati di una indagine conoscitiva effettuata in ambito nazionale, ai fini di una buona gestione canili, dichiara che risulta appropriato un importo oscillante approssimativamente tra € 3,50 e 4,50 giornalieri per cane......”. Una quantità come si vede abbastanza differente ai 2,20 euro del canile Fontana. Nonostante questo l’Amministrazione municipale di Ronciglione opera una proroga di 2 mesi e, poi un’altra fino al 31 ottobre 2016 per un totale di oltre 6 mesi dalla scadenza del contratto, anche se la gara viene effettuata in data 3 ottobre 2016. La proroga è un istituto assolutamente eccezionale, e può essere concessa esclusivamente con provvedimento espresso, nei soli limitati ed eccezionali casi in cui, per ragioni obiettivamente non dipendenti dall'amministrazione, vi sia l'effettiva necessità di assicurare precariamente il servizio nelle more del reperimento di un nuovo contraente. Sinceramente non ci sembra si siano prodotte ragioni ostative eccezionali per giustificare 2 proroghe (tra l’altro visti i risultati ottenuti). In data 2 giugno 2016 viene approvato il capitolato Speciale d’appalto che non prevede la pubblicazione di un bando di gara, ma una “procedura negoziata” con invito di n. 5 operatori economici (che non appaiono in nessun documento pubblicato) attraverso la selezione dell’offerta migliore con il criterio del prezzo più basso sulla base di gara indicata: 2,20 euro + Iva per cane al giorno. Come tutto lasciava prevedere e come risulta dal verbale n. 1, la gara va deserta. Con la richiamata determinazione n. 891 del 14 ottobre 2016, tutto fa pensare che molto probabilmente, il servizio di custodia verrà affidato al costo di euro 2,20 euro oltre iva al giorno al canile privato Fontana.

A questo punto sorge più di una domanda. In primo luogo il prezzo base della gara è chiaramente insufficiente ad attrarre possibili concorrenti alla stessa, dal momento che il documento dell’Anac era, al momento dell’indizione della gara del comune di Ronciglione già conosciuto, quindi perché il responsabile del servizio non ha effettuato una ricerca per valutare quale poteva essere il prezzo più idoneo da porre a base d'asta per una corretta e realistica gestione e benessere degli animali? Ma c’è un aspetto ancora più preoccupante: come è possibile che il comune non sapesse della situazione emergenziale in cui si trovava il canile Fontana, in relazione al quale, oltre ai problemi giudiziari della titolare, recentemente è stata pubblicata la denuncia di varie associazioni animaliste, che sollecitano l'intervento della Asl di Viterbo chiedendo per quale motivo di fronte a casi conclamati di gastroenterite virale e parvovirosi, la struttura non sia stata svuotata e messa in sicurezza seguendo la normativa di riferimento, ma continuando, al contrario, a ricevere cuccioli e cani adulti, accrescendo il pericolo di vita dei cani custoditi con possibile trasmissione dei virus anche presso i canili di destinazione, terminato il periodo di osservazione presso la struttura sanitaria, con gravissimo pericolo di epidemie.

Da ultimo, visto l'alto numero di cani (80 circa), catturati sul territorio comunale e custoditi presso il canile Fontana si potrebbe configurare il mancato rispetto della DGR 43/2010 (e conseguente danno erariale). Soprattutto in riferimento all'insufficiente tasso di adozione dovuto forse al fatto che non viene permesso e/o favorito un adeguato accesso alle associazioni animaliste che potrebbero diminuire in maniera consistente il numero di cani ospiti della struttura favorendo le adozioni con conseguente risparmio di soldi per i comuni, quindi per i cittadini. Crediamo sia arrivato il momento di pensare responsabilmente e concretamente, alla possibilità di creare un canile comunale magari individuando un terreno di proprietà del comune, idoneo a tale scopo''.




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