

VITERBO - L’Università degli Studi della Tuscia celebra un viaggio lungo 45 anni. Ad aprire questa storia è il Rettore, Stefano Ubertini: “Oggi rievocare quasi mezzo secolo di storia è importante; per un’università, si tratta ancora di una storia breve. Siamo tra le prime 150 università più giovani al mondo e rappresentiamo un punto di riferimento culturale per Viterbo. È motivo di orgoglio avere un ateneo di questo livello sul nostro territorio: un risultato ottenuto grazie al lavoro di molte persone che hanno portato oltre 50 corsi, distribuiti su 4 sedi, nella Tuscia'.

Ubertini ha proseguito il suo discorso sottolineando il valore della comunità universitaria: “Se consideriamo studenti, laureati triennali e magistrali e insegnanti, arriviamo a circa 10.000 persone. Questo dimostra quanto sia significativo il ruolo del polo universitario per il viterbese. Lo scorso anno abbiamo generato un fatturato di 80 milioni di euro, e oltre l'80% è stato reinvestito nel territorio. Avere un’università nella propria città contribuisce in modo rilevante allo sviluppo economico, che potrà crescere ulteriormente come città universitaria”.
Alla cerimonia è intervenuta anche la sindaca Chiara Frontini: “È un piacere celebrare i 45 anni dell’Università della Tuscia, dimostrando il legame costruito tra città e università. Già il 27 giugno 2022, il giorno dopo la mia elezione, ero in Università per presentare il corso di laurea in scienze motorie, segnale del rapporto che intendo mantenere con l'ateneo, una realtà fortemente voluta dal territorio”.

La ricerca
Maurizio Ridolfi ha evidenziato i progressi raggiunti nel campo della ricerca: “Siamo conosciuti a livello internazionale per la qualità delle nostre ricerche. Siamo terzi in Italia e abbiamo ottenuto finanziamenti da due fondi internazionali del PNRR, conferma del valore del nostro lavoro. Dal 1995, in 30 anni, ho visto l’Ateneo evolversi. Tuttavia, è sbagliato pensare che la storia universitaria nel viterbese abbia solo 45 anni: già dagli anni ’60 si lavorava per portare l’università sul territorio. Oggi, il legame con il territorio e l’internazionalizzazione sono caratteristiche distintive della Tuscia”.
Bruno Ronchi, preside della Facoltà di Agraria, ha ricordato i primi passi dell’ateneo: “Nel 1981 iniziò il reclutamento dei docenti, a partire dal professor Scarascia Mugnozza, rettore dal 1982. Il 7 luglio 1981 fu inaugurata la sede del Riello. Avviare l’Università della Tuscia con la facoltà di Agraria fu una grande sfida, richiedendo ingenti investimenti per i laboratori tecnici. Il nostro obiettivo resta promuovere l’economia rurale, adattare i sistemi produttivi ai cambiamenti climatici, migliorare la qualità degli alimenti ed evitare sprechi”.
Durante la cerimonia, anche altri rappresentanti dell’Università hanno condiviso le proprie esperienze, raccontando la varietà dell’offerta formativa. Luciano Osbat ha parlato della Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali, Alessandro Ruggeri di Economia e Fabienne Charlotte Vallino del corso di Lingue e Letterature Straniere Moderne. Quest’ultima ha detto: “Quando ricevetti l’invito per questo incarico nel 1983, capii che era un’occasione imperdibile. Da subito entrai nel comitato per la disciplina geografica nelle facoltà di Lingue Moderne. Sono legata a questo ateneo e alle persone che ho conosciuto; forse, è proprio nei legami umani che si trova il vero valore dell’esperienza universitaria”.

Anche Giuseppe Nascetti, professore emerito ed ex rettore della facoltà di Scienze Matematiche e Fisiche, ha descritto i cambiamenti degli ultimi anni: “Per molto tempo, i docenti sono stati accusati di scelte accademiche ristrette. Ma la laurea in scienze ambientali è un esempio di come l’ateneo sappia innovarsi in risposta ai bisogni del territorio e delle istituzioni. Sapere riconoscere le opportunità del territorio è fondamentale, e in questo siamo migliorati”.
In conclusione, l’Università degli Studi della Tuscia, pur essendo una realtà giovane, ha già dato molto a Viterbo. Oggi, l’ateneo è una presenza solida, radicata profondamente nella provincia e punto di riferimento per il futuro.