ANNO 16 n° 274
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L'ultimo libro di Enzo Censi recensito da Rita Petrelli
'Ragazzi fra le guerre' č uno spaccato di vita quotidiana tra il 1935 e il 1945

Con vivo interesse, mi sono addentrata nella piacevole lettura del volume: “Ragazzi fra le guerre” del Prof. Enzo Censi autore e protagonista, (Direttore Didattico dal 1963 al 1993), oltre alla traduzione di testi pedagogici inglesi, ha scritto poesie e altri testi. Con gli occhi di un bambino in questo ultimo testo, ha descritto le esperienze drammatiche della seconda guerra mondiali.

Uno spaccato della Vita Quotidiana di quel terribile periodo della nostra Storia Contemporanea: il decennio 1935-1945, narrato attraverso gli occhi di un bambino e di un adolescente nella capitale d’Italia, la sua Roma.

L’autore ripercorrendo tutte le fasi della seconda guerra mondiale, ha intrecciato l’autobiografia della sua vita adolescenziale con racconti alquanto dettagliati quasi fotografando le scene, i momenti, le situazioni, le amicizie, la famiglia, il periodo scolastico, le paure, la fame colorando il tutto con un velo di speranza.

Egli rivive quegli anni curandone la descrizione con chiarezza facendo rivivere al lettore la storia vista e vissuta dalla gente comune, che non viene menzionata nei libri di storia generale, ma ne è protagonista a tutti gli effetti.

Leggendo mi sono catapultata in quel contesto storico dove il tutto aveva un fine educativo: educare le giovani generazioni a l’amore per la Patria, infatti alcuni riti, costumi, stili di vita erano mirati a plasmare la mentalità della gente, tipico del Regime Fascista. IL percorso formativo scolastico che il bambino Censi visse, fu caratterizzato da una politica che intervenne nel sociale mirante ad entrare nell’abito mentale della gente, ma soprattutto dei giovani, che in un futuro prossimo, sarebbero diventati uomini pronti a servire la Patria.

Enzo Censi, uomo di lettere e con la sua esperienza di vita ha introdotto il lettore nella mente del protagonista in maniera tale di creare un legame fra i due. Ha stilato un racconto che è emozionante ed educativo.

La lettura scorrevole e coinvolgente ha permesso di conoscere uno spaccato della vita di tutti i giorni di quei bambini come lui dai giochi ai media (radio, stampa cinema), facendo emergere alcuni dettagli come la raccolta di figurine, il modo di vestire, le amicizie intrecciate, ma anche il tipo di educazione ricevuta basata sulla dirittura morale e severo piglio educativo, che attualmente sono alquanto caduti in disuso.

La guerra che da una parte è livellatrice, ricchi e poveri, giovani e vecchi, si trovano insieme sullo stesso piano, da un’altra parte è devastante sotto tutti gli aspetti: sociali, economici, formativi e psicologici.

L’autore racconta anche l’esperienza di una sua grave malattia dovuta alla scarsa alimentazione e al conseguente indebolimento fisico, nonché della guarigione, attribuita anche a l’aiuto divino.

Gli eventi di quell’epoca vengono rivissuti anche attraverso le esperienze dei suoi famigliari, soprattutto dei suoi cugini più grandi chiamati al fronte e fatti prigionieri come il ad esempio il cugino Bruno, personaggio di spicco per valore e generosa umanità.

Il fine dell’autore è soprattutto educativo: far capire alle nuove generazioni che la guerra, per chi l’ha vissuta nella fase della crescita e un’esperienza talmente toccante che un individuo, nonostante gli anni passano, i ricordi rimangono vivi: Sono delle “piaghe vive” che nell’animo e nella psiche di un uomo lasciano un segno indelebile.

IL messaggio del Prof. Censi: la Guerra è un’esperienza agghiacciante dove l’Umanità è frustrata.

La Pace è un messaggio di Amore e non si ottiene “preparandosi alla guerra”, ma promuovendo condizioni di “vero” progresso e “stabile convivenza” tra i popoli della terra. Messaggio trasmesso anche dal nostro Pontefice Papa Francesco.

Il Prof. Censi con questo libro è un veicolo per trasmettere l’Amore e la Pace.

 

Rita Petrelli

 

    




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