ANNO 16 n° 275
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Lotta al cinipide, apre ''allevamento'' torymus
L'annuncio dell'assessore regionale all'Agricoltura Angela Birindelli

E’ imminente l’inaugurazione del centro di moltiplicazione del Torymus, l’insetto antagonista del Cinipide del castagno, la vespa cinese che ha ormai infestato tutti i castagneti da frutto e da legna del Lazio, all’interno dell’azienda sperimentale Arsial di Caprarola, in provincia di Viterbo. Lo ha reso noto oggi l’assessore all’Agricoltura della Regione Lazio Angela Birindelli.

I tecnici dell’Arsial, con l’assistenza scientifica dell’Università della Tuscia, preleveranno le cosiddette “calle”, cioè le protuberanze in cui il cinipide aveva deposto le uova, che sono state depredate dal torymus e utilizzate per depositare le proprie uova, e le depositeranno in una sorta di incubatori fino alla nascita delle larve, che saranno assistite fino allo sfarfallamento. In questo modo si avranno a disposizione centinaia di coppie di torymus da utilizzare per la lotta biologica al cinipide.

“Si tratta di un passaggio fondamentale per diffondere la presenza del torymus in tutte le aree castanicole del Lazio – ha detto Birindelli – , che i produttori attendevano da anni. In precedenza avevamo lanciato l’antagonista del cinipide, così come stabilito nel programma di lotta biologica’’.

Oltre 600 coppie di Torymus sono state introdotte in punti strategici per coprire le aree castanicole regionali. Dopo un primo periodo di ambientamento, sarà verificata la sopravvivenza, la diffusione e la capacità di contenere il cinipide nei castagni presenti nelle zone coinvolte nella sperimentazione e, se la risposta sarà positiva, saranno introdotte ulteriori coppie di Torymus in tutte le aree del Lazio colpite dal cinipide.

“Si tratta di un’iniziativa attesa da anni dai produttori del Lazio che conferma la grande attenzione dell’assessorato e della Giunta Polverini ai problemi dei nostri agricoltori”.

La superficie coltivata a castagneto da frutto nel Lazio e' di poco inferiore ai 6mila ettari, pari al 7,44% di quella nazionale. Le aziende coinvolte sono 6.116, quasi tutte a conduzione familiare, e rappresentano il 9% a livello nazionale. Tra le cinque province laziali quella di Viterbo, con circa il 50%, e' al primo posto per quantita' di castagne prodotte. L'altro 50% è distribuito in maniera omogenea tra Roma (20,46%) e Rieti (20,04%) e in piccola parte tra Frosinone (7,66%) e Latina (2,59%).

Nessuna provincia laziale e' immune dal cinipide, la vespa cinese arrivata alcuni anni fa in Piemonte, quasi sicuramente con cultivar infestati. Il parassita e' in grado portare a morte le piante piu' giovani e di indebolire drasticamente quelle adulte, riducendo drasticamente il prodotto.

''Nel Lazio - ricorda l'assessore regionale all'Agricoltura Angela Birindelli -, il cinipide e' arrivato nel 2005 e, negli anni successivi si e' propagato rapidamente, anche per la sottovalutazione del fenomeno e l'inersia delle istituzioni. Al fine di recuperare il tempo perduto, nell'autunno scorso abbiamo avviato il programma di lotta biologica lanciando 600 coppie di torimus, 100 nel centro sperimentale dell'Arsial di Caprarola e 500 nelle aree ritenute strategiche. Lanci che saranno intensificati grazie al centro di moltiplicazione dell'insetto. Un impegno mantenuto dal mio assessorato e la giunta Polverini. Ma ci riterremo soddisfatti solo quando la lotta biologica al cinipide avra' dato i suoi frutti''.




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