ANNO 16 n° 273
''L'omertā č la negazione dell'umanitā''
Terza sera di Ombre Festival con Caringella, Bentivoglio e Scopelliti

VITERBO - ''Ora non c'è più timore nel parlare di mafia'' le dichiarazioni di Rosanna Scopelliti, figlia del magistrato Antonino Scopelliti assassinato dalla 'ndrangheta nel 1991, gettano luce sul tema della terza serata di Ombre Festival.

In Piazza del Plebiscito infatti, alle 19.30 sono iniziati gli appuntamenti con 'Omertà', l'antologia di Ombre Festival con Alessandro Maurizi, Giulio Perrone, Francesco Caringella, Franco Limardi.

Intervenuto ai microfoni di Viterbo News 24 per parlare del suo libro scritto a quattro mani con Raffaele Cantone, il magistrato Francesco Caringella ha evidenziato il problema culturale e sociale in cui affondano omertà e corruzione, ma seppur lunga e tortuosa, esiste una strada che possa portare a sconfiggere questi mali. ''E' necessario reprimere i reati più velocemente ed efficacemente - afferma il magistrato - fare prevenzione con una pubblica amministrazione più trasparente, competente e più femminile, ma soprattutto con l'educazione. Come diceva Falcone, la mafia si combatte tra i banchi di scuola, insegnando ai ragazzi che copiare non è roba da persone intelligenti ma è il fallimento di una futura vita''.

Toccante è stata anche la testimonianza di Tiberio Bentivoglio, imprenditore calabrese che ha tenuto testa alla 'ndrangheta per 20 anni. ''Entrare nell'aula bunker del tribunale di Reggio Calabria ed indicare con il dito la persona che ti ha chiesto i soldi è davvero un'esperienza terribile - racconta con un tono calmo ma segnato dai fatti Tiberio Bentivoglio - ma andava fatto perché pagare il pizzo ti da l possibilità di guardare in faccia i tuoi figli. Chi si mette a disposizione della 'ndrangheta o delle mafie, non è degno di essere un buon padre perché si perde la dignità e l'onore''. Anche in questo caso, torna centrale il tema dell'educazione come prima arma nella lotta alle mafie. Bentivoglio ha raccontato nell'intervista con Viterbo News 24 un significativo aneddoto capitatogli in una scuola elementare: ''Un bambino di 7 anni mi ha fatto una domanda che nemmeno un ministo mi ha mai fatto: mi ha chiesto come stessero i miei figli - ha spiegato ancora Bentivoglio - io ho dovuto rispondere male, stanno male come stiamo tutti noi. Vivere scortato, non poter fare nulla senza essere accompagnato da un carabiniere, non è facile. Ma ci stiamo provando e lo stiamo facendo''.

L'ultimo intervento è stato quello di Rosanna Scopelliti, figlia del magistrato assassinato, Rosanna è oggi presidente della Fondazione Antonino Scopelliti. ''Ho vissuto fin da piccola in una famiglia nascosta a livello pubblico e quando dovevano portarmi fuori, mi mettevano in una grande borsa da tennis rosa - ha raccontato a Viterbo News 24 la figlia del giudice Scopelliti - oggi non c'è più timore o vergogna nel parlare di mafia. Sembra che oggi tutti sappiano tutto sul tema, e questo fa pensare che si sia anche un po' svilito tutto quello che è accaduto in quegli anni. Ma sono convinta che tutto questo serva anche lasciare il messaggio che prima o poi tutti i cittadini possano reagire di fronte all'ingiustizia delle mafie''.




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