

VITERBO – Piazzale del Buratti come un’arena. Centinaia di ragazzi ieri mattina si sono dati appuntamento per quella che sembrava, almeno dai diversi post su facebook, la rissa del secolo. Spettatori pronti a riprendere con lo smartphone la prima scintilla che sarebbe scoppiata tra i due “gladiatori”, nella fattispecie due ragazzini del liceo, una femmina e un maschio. Nei giorni scorsi tra i due erano volati commenti pesanti, insulti e volgarità scritte nero su bianco sul popolare social network. Cattiverie viste e apprezzate (questo sì che è grave) da decine e decine di “amici”. Dopo di che l’appuntamento per chiarirsi, alle 7.55 di ieri sotto il liceo di lei, il Mariano Buratti. Ma all’appuntamento si sono presentati anche ragazzi di altri istituti, addirittura provenienti dalla provincia (c’è anche chi si è alzato prima del solito per assistere allo “spettacolo”). Lei si è presentata accompagnata dalla madre e da un paio di amiche, lui da solo ma intorno c’erano centinaia di curiosi. Provvidenziale l’intervento dei docenti che, temendo il peggio, hanno avvertito subito i carabinieri. La vicenda si è conclusa dopo poco, i militari hanno chiesto i documenti e identificato qualcuno dei presenti, poi tutto è tornato alla normalità, ognuno nella rispettiva classe e scuola.
Questi sono i fatti accaduti ieri. Roba che se fosse successo dieci anni fa la notizia non avrebbe certo fatto scalpore e soprattutto non avrebbe richiamato tanta gente e attenzione. I due si sarebbero incontrati, magari se le sarebbero date di santa ragione o magari avrebbero chiarito (meglio). Tutto qui. Ma le cose oggi con i social sono cambiate. E’ normale che la tecnologia diventi fino a questo punto diseducativa e malsana per i ragazzi? A rispondere è lo psicologo viterbese Romeo Lippi che ha analizzato la vicenda. “Non è solo la notizia in sè che colpisce ma la presenza costante di una parola: Facebook. Su Facebook nasce il contrasto, su Facebook si espande la notizia. Già da qualche tempo gli psicologi studiano “l'effetto contagio” che il social media possono produrre. Le rivolte di Londra del 2011, tanto per citare qualche esempio, sono partite su Facebook e su Twitter e si sono organizzate sul Blackberry, la Primavera Araba ha avuto in Facebook un catalizzatore importante, e ancora, recentemente a Hong Kong si è scoperto un gruppo Facebook di adolescenti che preparavano un suicidio di massa”.
L’effetto contagio è un fenomeno sociale in cui un'idea, un'emozione, un comportamento si espandono velocemente nella popolazione. Questo è quello che è successo ieri sotto il liceo viterbese. Per la cronaca Romeo Lippi sta scrivendo un libro proprio su Facebook e i fenomeni legati