


VITERBO - Roberto Vannacci, il generale incursore tanto discusso negli ultimi tempi, è stato accolto in una puntata di Ombre Festival: invitato in una Piazza della Repubblica gremita, con circa 700 presenti tra seduti e in piedi, il politico ha ripercorso inizialmente le tematiche del primo libro, “Il mondo al contrario”, soffermandosi soprattutto su una frase che ha provocato polemiche. A moderare l’incontro è stata Vittoriana Abate, conduttrice e giornalista Rai.
La frase che ha scaldato gli animi è “Cari omosessuali, normali non lo siete”, un attacco che nell’opera di Vannacci è stato utile per passare in rassegna varie categorie di minoranza: si è molto parlato del fatto che alcune frasi pronunciate o scritte dal generale sono state poi decontestualizzate. È la risonanza mediatica intorno a temi scottanti a farle interpretare nel modo sbagliato e ad amplificarle?

Di certo, Vannacci è ben consapevole della sua notorietà, ma l’immagine che in più occasioni ha dato di sé è quella di un uomo aperto al confronto: il generale ha invitato gli esponenti di Arcigay, presenti all’evento, a esprimere sul palco le loro idee, essendosi mostrati contrari alla sua partecipazione ad Ombre. Sembra che nessuno della controparte sia salito a parlare.

I concetti di “Il mondo al contrario”, progetto nato durante la pandemia e dalla pubblicazione autofinanziata, sono stati sviluppati nel libro presentato a Ombre, il romanzo autobiografico “Il coraggio vince”.
Vannacci ha però dato spazio anche a precisazioni in merito alle sue ammissioni: ha sottolineato di non aver mai fatto riferimento a classi separate per gli alunni con disabilità, ma di voler guardare alle specificità che dovrebbero contraddistinguere gli accorpamenti delle sezioni, soprattutto nelle qualifiche e nelle attenzioni dei docenti.
Tra ritorni su temi già analizzati e pronte risposte, l’irriverenza del generale ha catturato Viterbo, nonostante i giudizi sul suo conto non siano uniformi.
