ANNO 16 n° 276
Libero il pirata strada
che uccise Faccenda
Il gip ha revocato gli arresti domiciliari
cui era sottoposto dal 15 ottobre 2011

VITERBO - E' tornato il libertà Vincenzo Ventura, l'autotrasportatore di 62 anni, residente in provincia di Roma, accusato di essere il pirata della strada che l'11 ottobre 2011 travolse Massimo Faccenda, parrucchiere, cicloamatore, facendolo precipitare in un dirupo, senza fermarsi a soccorrerlo.

Il Gip Francesco Rigato ha infatti disposto la revoca degli arresti domiciliari cui era sottoposto dal 15 ottobre scorso.

Il corpo esanime di Faccenda fu scoperto da un altro ciclista che avvisò subito il 118 e i vigili del fuoco. Era rimasto ore in fondo alla scarpata, gravemente ferito e sanguinante. Morì subito dopo il ricovero all'ospedale Belcolle. Probabilmente, se fosse stato soccorso immediatamente sarebbe ancora vivo.

Polizia e carabinieri risalirono a Ventura dopo quattro giorni di caccia senza sosta al pirata della strada. Una serie di elementi, come i frammenti dello specchietto del furgone che conduceva, di proprietà della ditta per la quale trasportava medicinali, raccolto sul luogo dell'incidente, nei pressi dello svincolo per Strada Bagni sulla superstrada Orte-Viterbo, e il suo telefonino cellulare agganciato a una cella vicina al luogo dell'investimento e alla stessa ora lo incastrarono alla sua responsabilità.

E lui, durante un lungo interrogatorio, confessò. Ma tentò di giustificarsi sostenendo di essersi accorto di aver urtato 'qualcosa', ma di non essersi reso conto che si trattasse di un ciclista.

Ma la sua versione non ha convinto del tutto gli inquirenti, tanto che tra i quesiti posti al perito incaricato di esaminare il furgone da lui condotto e ricostruire la dinamica dell'incidente, c'è anche quello di accertare se Faccenda sia stato scaraventato nel dirupo insieme alla sua bicicletta o se, quest'ultima fosse rimasta sull'asfalto, al ciglio della strada. Il dubbio che vogliono fugare è che possa essere stato lo stesso Ventura, dopo essersi fermato, a gettarla in fondo alla scarpata per poi darsi alla fuga.

La relazione del perito dovrebbe essere depositata a breve.




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