

VITERBO - Un’eredità preziosa, da custodire e portare sempre con noi. È quella lasciata dal Giubileo appena concluso, un anno che ha segnato il territorio con pellegrinaggi, iniziative e momenti di riflessione. È da questa consapevolezza che il Vescovo di Viterbo, Orazio Francesco Piazza, nel tradizionale incontro di inizio anno con la stampa, traccia il bilancio e indicare le priorità della comunità diocesana e civile.

Il cuore del messaggio
Un cambio di passo chiaro: passare da “una Chiesa di servizi a una Chiesa di esperienze”. L’esperienza del Giubileo ha dimostrato che il lavoro condiviso tra associazioni, parrocchie e cittadini è possibile e produce risultati, superando chiusure e frammentazioni varie e eventuali. Un modello che il Vescovo intende portare avanti anche nei prossimi mesi, iniziando con la “Tenda del Giubileo”, che verrà riproposta durante la Quaresima nelle diverse zone pastorali della diocesi.
Il Problema viterbese
Lo sguardo di Monsignor Piazza si allarga poi alle questioni sociali che interessano la Tuscia: lo spopolamento dei borghi, la denatalità, l’impoverimento economico e l’invecchiamento della popolazione. Sfide queste, che non possono essere affrontate da sole.
Da qui nasce una novità: l’istituzione di un Osservatorio Territoriale, un tavolo di lavoro permanente che mette insieme Diocesi, Comuni, Università ed enti come comunità montane e parchi. “Le politiche sociali e le parrocchie si occupano entrambe delle povertà – ha spiegato il Vescovo – perché non lavorare insieme? I sindaci hanno compreso che solo unendo le forze si possono affrontare molti problemi”.
Riguardo alla povertà ha poi aggiunto un messaggio forte “La povertà non è degrado, la povertà è un bisogno, non un rischio. Diventa miseria solo quando non trova una società capace di restituire dignità”.

L’augurio del nuovo anno con uno sguardo ai giovani
Infine, l’ultimo e forse più sentito messaggio, rivolto in modo particolare ai più giovani: “L’anno che si è appena concluso è stato un anno fautore di speranza, un sentimento che deve guidarci e sostenerci, aiutandoci a trasformare le difficoltà che incontreremo in occasioni per dimostrare che cuore abbiamo”. Con queste parole, il Vescovo rivolge a tutti i viterbesi il suo augurio di buon anno.