ANNO 16 n° 274
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Leoni corrosi, l'indignazione arriva fino in Spagna: ''Que pena''
Account Twitter che si occupa di restauro e arte rilancia la notizia. Duecento retweet e decine di commenti negativi

VITERBO - ''Dramático'', esclama uno. ''Madre mía, que atentado'', aggiunge un altro. ''Que pena'', stigmatizza lapidario un terzo. Ma i commenti sono decine, tutti simili.

Leoni della fontana di piazza delle Erbe corrosi, l’indignazione arriva fino in Spagna. Una figuraccia internazionale. Del caso che riguarda uno dei gioielli architettonici e artistici della città dei papi si è occupato nei giorni scorsi l’account Twitter ''Restaurando'', che come si capisce dal nome tratta di restauro e più in generale di arte, quasi trentamila follower all'attivo. Ma la cassa di risonanza è molto più ampia. Ben oltre i confini iberici, se pensiamo anche a tutti i Paesi che usano il Castigliano come lingua ufficiale.

Il testo che accompagna la notizia recita così: ''Consecuencias del uso de materiales corrosivos en la limpieza de mármol. Fuente de la piazza delle Erbe de Viterbo (Italia)''. Linkato si trova un articolo di un quotidiano on line che come altri ha seguito la vicenda.

In realtà, a differenza di quanto afferma Restaurando, al momento non è ancora chiaro quali siano le ragioni dello stato di deterioramento in cui versa il monumento, ''la fuente''. E non si parla neanche di marmo, come sanno bene i viterbesi. Ma non è questo il punto. Fa riflettere semmai l’indignazione: quasi 200 retweet e 666 ''mi piace'' alla notizia, che in questo caso non sono da intendersi in maniera positiva. Anzi, l'opposto. Non bisogna essere madrelingua spagnoli per capire il senso dei commenti: ''Madre mía, que atentado! Me entran ganas de llorar!''; ''Me dolió el alma al ver esta calamidad!!! No puede ser''. C’è chi esclama in italiano: ''Povero leone''. Un utente invece non si dice sorpreso. ''Pues yo viví un año en Viterbo y como casi todo el patrimonio en Italia: abundante, único y muy mal conservado''.

Sicuramente una pessima pubblicità per Viterbo città d'arte, una città che non sa prendersi cura dei propri monumenti.




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