ANNO 16 n° 271
L’Enpa critica il ritorno del circo con animali a Viterbo
L’associazione: “Perché lasciare che i nostri bimbi vedano uno spettacolo con povere bestie costrette in gabbia e maltrattate?”

VITERBO - L’Enpa di Viterbo commenta il ritorno del Circo con animali a Viterbo “Scrivo per sottolineare quanto rammarico e rabbia susciti l’apprendere che ancora una volta il circo con gli animali sarà a Viterbo, perché si continua a permettere che ai nostri bimbi venga presentato uno spettacolo risultato di costrizioni a comportamenti innaturali nei confronti di povere bestie, costrette a vivere in gabbia, umiliate e maltrattate?”

“L’amministrazione aveva in passato dichiarato che era contraria. Ora spero in una risposta da parte della sindaca Frontini e del delegato al benessere animali, che non sia la solita scusa del “dipende dalle legge nazionali”, già adoperata in passato”.

“ricordo a loro che molti comuni stanno cercando di ostacolare le presenze di circhi con animali e che in vario modo, tipo non disponibilità di aree adatte, vietando di fatto l’attendamento ai circhi con esemplari delle seguenti specie: primati, delfini, lupi, orsi, grandi felini, foche, elefanti, rinoceronti, ippopotami, giraffe, rapaci”.

“È vero che i Comuni non possono vietare in modo assoluto e generalizzato la presenza di circhi con animali, ma possono imporre limitazioni legate al benessere animale, alla sicurezza o al decoro urbano, purché motivate e non pretestuose”.

“I Comuni possono limitare l'attendamento attraverso regolamenti di igiene, sanità o di tutela del benessere degli animali. Esempi includono restrizioni basate sulla specie animale (es. animali selvatici), sugli spazi disponibili o sui requisiti igienico-sanitari. Controlli rigorosi per il benessere animale, difficili da rispettare per i circhi in tendopoli individuare aree di attendamento non idonee o limitare gli spazi disponibili, disporre controlli veterinari e di polizia locale estremamente minuziosi durante la permanenza”.

“In conclusione, un comune può rendere difficile l'attendamento con regole strette, quindi perché Viterbo non vuole?”




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