ANNO 16 n° 275
Lei č a letto per una gravidanza a rischio,
lui le svuota il conto
della macelleria

GRAFFIGNANO – L’ex compagna è a letto per un’inaspettata e rischiosa gravidanza, lui ne approfitta per svuotarle il conto corrente della macelleria di proprietà della donna. Ma non solo, le ha anche occupato l’appartamento in cui per quindici anni avevano convissuto e le ha portato via l’automobile. O almeno questo è quanto la donna, A.P. originaria di Graffignano, ha denunciato ai Carabinieri nell’ottobre del 2011.

''Con L.S. siamo stati insieme per quindici anni. Abbiamo vissuto in un appartamento sopra la macelleria di mia proprietà e abbiamo lavorato come una normale coppia: mi aiutava nella gestione dell’attività e aveva libero accesso alla cassa e al conto corrente. Era il mio uomo, mi fidavo di lui’’ spiega in aula davanti al giudice Giacomo Autizi.

Poi la fine di quell’idillio d’amore nel dicembre del 2010 e l’inizio, per lei, di una nuova storia: ''Sono rimasta incinta di un altro uomo e da subito i medici mi hanno detto che sarebbe stata una gravidanza a rischio. Così nel maggio del 2011 la corsa al pronto soccorso e l’inizio di una lunga degenza a letto’’.

Solo qualche istante per organizzare i turni e la gestione della macelleria, così la decisione più saggia e logica: ''Con il mio ex, nonostante la rottura, siamo rimasti in buoni rapporti – ha proseguito la donna – per questo lui ha continuato a lavorare come dipendente da me: così in quei lunghi nove mesi di mia mancanza, è stato lui ad occuparsi di tutto’’.

Conti da pagare, forniture da saldare: un’intera attività da gestire. ''Pensavo che tutto fosse in ordine’’. Poi un giorno la chiamata della direttrice della banca: ''Mi ha detto che la situazione era critica: dal conto uscivano soldi, ma di versamenti nemmeno l’ombra’’. Da lì i sospetti della giovane A..

''Quando sono tornata operativa ho scoperto degli ammanchi nella cassa e che lui si era appropriato della mia macchina. Nonché delle chiavi dell’appartamento che un tempo condividevamo. Più volte gli ho chiesto di riportarmi tutto quello che era mio, ma non ho mai avuto nulla’’.

Oltre 10 mila euro il valore dell’ammanco sul conto della macelleria. Una perdita per cui ora la donna chiede che sia fatta giustizia. Si tornerà in aula tra alcuni mesi.




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