ANNO 16 n° 275
Lega federalista sulla
vicenda cinema Trieste
''Ridiamo ai viterbesi i luoghi e
gli spazi d'aggregazione''

VITERBO - “Ridiamo ai viterbesi luoghi d’incontro e difendiamo gli spazi culturali e d’aggregazione esistenti”, così Lega Federalista.

“Come forza di maggioranza al Comune di Viterbo - prosegue - intendiamo prendere posizione chiara in merito alla vicenda del Cinema Trieste. La Curia è proprietaria dello spazio e ha tutti i diritti che derivano dalla proprietà ma la Curia opera all’interno di una comunità e, come sempre ha dimostrato, anche stavolta deve tenere conto di quanto si è rivelato importante negli anni il cinema Trieste”.

“Persone di tutte le età – aggiunge - hanno trovato in questo luogo stimoli e amicizie. Dal teatro alle proiezioni cinematografiche. C’è poi la triste realtà, che ha visto progressivamente venire alla chiusura i cinema cittadini, che aggrava il quadro. Dal Lux all’Azzurro, passando per il Metropolitan. Al Coordinamento Cinema Trieste Aperto, che sta impostando in questi giorni una mobilitazione a difesa del Cinema Trieste, va la nostra solidarietà e la nostra vicinanza sul piano delle idee”.

“Pubblicamente – aggiunge - ci spendiamo a favore della causa e chiediamo, come forza politica operante sul territorio, alla proprietà del cinema un ripensamento. Chiediamo di aprire la via del dialogo affinché il Trieste non finisca per diventare il simbolo della crisi culturale di questa nostra città dei Papi. La nostra speranza è che così, trovando una sintesi tra proprietà e gestori, si torni a fare in quello spazio cultura e socializzazione'.

'Proprio nel nome della cultura e della socializzazione - conclude - presenteremo come Lega Federalista, al Consiglio Comunale previsto per domani, un’interrogazione sui centri sociali rurali viterbesi. I due centri sociali che si trovano a Castel d’Asso e a Monterazzano. La gente delle aree rurali ha bisogno di spazi d’aggregazione. Operando spesso in quelle aree abbiamo raccolto le richieste degli abitanti affinché il Comune trovi soluzioni utili all’apertura dei due stabili comunali in cui una volta avevano vita luoghi di aggregazione”.

 




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