

VITERBO - “Il 2022 per le piccole e medie imprese della Tuscia? Un anno sicuramente difficile sotto tanti aspetti, ma che ha dimostrato una tenuta economica ed imprenditoriale straordinaria per le nostre aziende”.
Dicembre, tempo di bilanci. E quello tracciato da Giuseppe Crea, direttore di Federlazio (l’associazione che sul territorio raggruppa circa 200 aziende), relativo all’andamento economico delle imprese della provincia, può essere definito tendenzialmente positivo. Le stime seguono le indagini congiunturali che Federlazio annualmente redige e che, secondo Crea, restituiscono dati più che confortanti:”le nostre imprese hanno saputo reggere il contraccolpo della pandemia – ha affermato - e di conseguenza le problematiche sorte in questo ultimo anno. Gli imprenditori hanno dimostrato ottime doti di resilienza, hanno saputo trovare soluzioni per resistere alla crisi, infatti quasi tutti i settori hanno chiuso con segno positivo. Tra questi, sicuramente quello dell'edilizia ha rappresentato il traino dal punto di vista della ripresa, spinto dal superbonus. Settore che ha dato un notevole sprint anche a livello occupazionale”.
I primi segnali di frenata
La speculazione e la crisi internazionale scatenata dallo scoppio della guerra hanno innescato una serie di fattori che hanno inciso negativamente sull’andamento positivo congiunturale. Secondo Crea, infatti, proprio quando nella seconda metà dell'anno sono aumenti i costi dell'energia, le aziende hanno fatto più fatica ad andare avanti. Questo perché i costi esorbitanti delle bollette hanno inevitabilmente eroso i margini di bilancio, soprattutto nelle aziende a forte consumo di gas, colpendo in maniera trasversale tutti i settori. Anche l’aumento del costo delle materie prime, dovuto alla speculazione e alla forte domanda innescata dalla ripresa economica ha penalizzato le aziende dal punto di vista finanziario.
Cosa aspettarsi da questo 2023?
“I segnali che arrivano per questo 2023 sono improntati ad una certa frenata – ha spiegato ancora Crea –. Recentemente la Bce ha aumentato i tassi di interesse, questo significa, spiegato molto semplicemente, che il denaro costerà di più e di conseguenza ci aspettiamo anche un calo negli investimenti”.
“Nonostante ciò credo che il tessuto imprenditoriale di questa provincia abbia le spalle robuste per resistere ad un vento di carattere negativo e sono altresì fiducioso che nel 2023 le nostre aziende rimarranno ben salde sui mercati, anche perché oltre ad avere radici profonde, sono proiettate verso un futuro che sa offrire le giuste opportunità, a chi le saprà cogliere, per affrontare anche i momenti più difficili con il giusto spirito imprenditoriale”.