


di Massimiliano Vismara
VITERBO - A decine ieri mattina sono accorsi in piazza del Plebiscito per partecipare al sit in di protesta intitolato ''Rise up gyms'', una manifestazione organizzata dalle numerose palestre del capoluogo per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla chiusura dei centri sportivi.

''Questa è una manifestazione assolutamente apolitica e pacifica - ha sottolineato uno degli organizzatori, Ugo Maria Bartoli – ideata per portare avanti i diritti dei cittadini e degli operatori che lavorano nel settore sportivo, lo scopo è quello di chiedere un tavolo di discussione con il prefetto per cercare di trovare una soluzione per poter riaprire centri sportivi e palestre, ovviamente – ha continuato a dire Bartoli – noi speriamo di trovare una soluzione, proprio perché i gestori degli impianti hanno seguito scrupolosamente le norme di sicurezza e francamente noi tutti pensiamo che questo grande sforzo e impegno dei mesi scorsi per l’adeguamento delle strutture va premiato, per noi infatti le palestre sono punto di prevenzione e non di contagio, e devono essere tenute aperte anche per dare il diritto di lavorare a chi opera in questo settore''.

Presenti in piazza per dare sostegno ai manifestanti anche il segretario di Confartigianato Andrea De Simone e il delegato allo Sport del Comune di Viterbo, Matteo Achilli.

''Sono pienamente solidale con le persone che sono qui stamattina - ha dichiarato Achilli –. Mi sembra assurdo il fatto che a queste persone nemmeno tre mesi fa è stato chiesto di adeguare le proprie strutture sportive e, adesso che l’hanno fatto, fargli abbassare le serrande. Inoltre, va sottolineato il fatto che dati sul indice di contagio nelle palestre non esistono, e quindi è ancora più assurdo chiedere un tipo di attività senza avere dati alla mano''.
