

VITERBO - ''Ridateci le terme Inps''. Un appello più volte fatto e sempre rimasto inascoltato. Solidarietà cittadina e il comitato degli ex lavoratori dello stabilimento termale sono tornati in piazza per spiegare per l'ennesima volta quanto sarebbe importante per Viterbo e la sua economia riaprire quella struttura, ormai abbandonata a se stessa da più di vent'anni.
''Ma perché - scandisce Franco Marinelli, leader e portavoce del movimento - non viene discusso il bando per la riapertura, che pure era stato annunciato come imminente da tempo? Questa è risposta che chiediamo e che ci viene sistematicamente negata. Non è evidentemente un problema che riguarda direttamente noi che non potremo mai più tornare a lavorare là dentro, ma la questione interessa parecchio i tanti giovani che il lavoro non ce l'hanno o i tanti, non più giovani, che il lavoro l'hanno perso e che forse non lo ritroveranno mai più''.
I cartelloni sono quelli di sempre, con le le richieste di sempre: in piazza San Faustino, snodo fondamentale per lo shopping del sabato, in diversi si fermano un po' per solidarietà, un po' per curiosità. ''Regione e Comune - dice ancora Marinelli - si rimpallano le responsabilità. Eppure lo stabilimento Inps è di loro proprietà. E' un bene che sta andando in disfacimento sprecando miliardi che furono spesi per tirarlo su e per arredarlo. Ricordo che l'Inps, poco prima della chiusura, aveva portato arredi nuovissimi per un miliardo e 700 milioni. Rimasero lì qualche tempo e poi arrivarono 7 tir della Caritas toscana a portare via tutto. Neppure quello siamo riucsciti a manternere qui a Viterbo...''.
''Le acque termali - conclude Franco Marinelli - sono un bene di Viterbo e dei viterbesi che, non si sa per quale ragione, non vengono adeguatamente sfruttate dal pubblico. E allora si faccia il bando a livello italiano, europeo, mondiale: si faccia e si metta finalmente fine a questo spreco e a questa vergogna''.