

VITERBO - (M.V.) Si è tenuto questa mattina nella sala regia di palazzo dei priori, il convegno: La ceramica unisce la Tuscia.

Protagonisti dell’incontro ideato dalla Cna i sindaci di Tarquinia, Civita Castellana, Viterbo e Acquapendente.
I Comuni tutti appartenenti all’Aicc (associazione italiana città della ceramica) hanno dato vita ad un convegno aperto a tutti ideato per parlare di eventuali nuove strategie di sviluppo sia commerciale che storico turistico per il settore ceramico del nostro territorio.
''Siamo felici di condividere con tutti voi questo momento di riflessione – ha esordito La segretaria territoriale della Cna Viterbo Civitavecchia, Luigia Melaragni – noi siamo come tutti sapete un’associazione di categoria e come tale dobbiamo tutelare i vari aspetti del nostro territorio, compreso quello delle antiche tradizioni, come appunto lo è la produzione di ceramiche di altissimo valore storico e culturale come quelle che nascono in questi quattro comuni della Tuscia.

Le origini dell’arte ceramica della nostra zona affondano nel periodo Etrusco e Villanoviano, stiamo parlando di un patrimonio della Tuscia e dell’intero paese, del cui l’immenso valore si è accresciuta negli ultimi anni la consapevolezza, grazie all’AICC e alle leggi del 1980 che tutelano il patrimonio artistico ceramico della nazione.
Oggi l’arte della ceramica sta vivendo un felice momento -ha continuato a dire la Melaragni - che sta definendo una grande opportunità di sviluppo per tutta la Tuscia.
Nel periodo che va dal 2017 e il 2022 Viterbo, Tarquinia e Acquapendente hanno ottenuto il riconoscimento di Città della Ceramica unendosi a Civita Castellana che lo era già da molto tempo.
A questo punto - ha concluso – il Lazio annovera ben quattro città della ceramica e, tutte nella Tuscia, un bel record che è eguagliato solo da Firenze e Savona che si collocano al secondo posto insieme a Viterbo dietro Perugia che ne ha cinque.
La speranza è che le quattro città della Tuscia possano collaborare in futuro anche dal punto di vista della progettualità, con il fine comune dello sviluppo di questo importante settore, creando così una vera e propria comunità della ceramica della Tuscia che possa lavorare mettendo in campo progetti valorizzazione e sensibilizzazione su tutto il territorio, partendo dagli istituti scolastici.

Presenti al tavolo dei relatori oltre alla sindaca di Viterbo Chiara Frontini e Luigia Melaragni, anche il sindaco di Civita Castellana Luca Giampieri, il vicesindaco di Tarquinia, Luigi serafini, il sindaco di Montelupo Fiorentino e vicepresidente dell’AICC Paolo Masetti, la sindaca di Acquapendente Alessandra Terrosi e la presidente della Cna Ceramisti Daniela Lai.
Presenti, inoltre, in sala gli allievi dei Licei artistici, Orioli di Viterbo e Midossi di Civita Castellana.
''Esistono i presupposti per fare rete – Ha sottolineato il sindaco di Civita Castellana, Luca Giampieri – la ceramica fa parte del Dna di Civita, fin dal secolo scorso la nostra città e cresciuta esponenzialmente grazie alla produzione di ceramiche di alta qualità''.
Poi il primo cittadino ha continuando ripercorrendo le fasi storiche salienti che hanno portato Civita Castellana ad essere un centro ceramico importantissimo per tutto il territorio nazionale.