ANNO 16 n° 275
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Le bulle la volevano diversa, ma
Ariel ha vinto rimanendo se stessa
La storia di una bambina che ha superato atti di cyberbullismo con lo sport

di Irene Minella

VITERBO – Questa è la storia di Ariel, una bambina che non ha mai ceduto alla paura delle bulle. Una bambina che non si è lasciata intimorire da quelle compagne di scuola che ogni giorno la tormentavano per il suo modo di essere così diverso dal loro, con messaggi subdoli e violenti inviati, vigliaccamente, da dietro allo schermo di uno smartphone. Ariel, ora 12enne, ha vinto su di loro rimanendo sempre se stessa. E ci è riuscita non solo grazie alla sua determinazione e all’aiuto dei genitori, ma anche seguendo i valori, che ha fatto suoi, dello sport agonistico che ama e che la sta facendo diventare una campionessa: le arti marziali.

E come lei, tanti altri ragazzi e bambini, vittime delle vessazioni dei cyberbulli trovano nel Taekwondo, arte marziale coreana insegnata in provincia di Viterbo dove Ariel vive, la spinta per dire: ''basta, i bulli non mi fanno paura. Io valgo di più''. Ed ecco come l’attività sportiva può aiutare tanti giovani a superare il timore dei bulli e della loro vigliacca violenza psicologica che mira ad una discriminazione sociale che non ha alcun senso.

''Ariel, cintura azzurra del Taekwondo – racconta Elvira Taurino, campionessa mondiale e Quinto Dan nel Taekwondo, insegnante di questa disciplina nella Tuscia – è una delle atlete più giovani del Team Tuarino e il prossimo 3 giugno parteciperà a San Pietroburgo in Russia all’International Tournement Wasco. I risultati sportivi e la voglia di andare avanti nonostante i brutti episodi che le sono capitati a causa di alcune compagne di scuola, sono il suo riscatto. Ariel è rimasta sempre sincera verso se stessa, non ha mai modificato i suoi atteggiamenti per compiacere chi la voleva diversa''.

''Una determinazione – precisa Elvira Turino – che Ariel, come tanti altri ragazzi del Team che hanno subito simili atti di bullismo, ha costruito grazie ai valori dello sport agonistico. L’insegnamento più importante dell’arte marziale, quella sana, non è tanto tirare calci all’avversario, quanto saper superare i propri limiti e saltare ogni volta un ostacolo più difficile di quello lasciato alle spalle in precedenza. Il vero agonismo è quello verso se stessi fatto di automotivazione e senza fanatismi. Solo così si trova la via giusta, l’equilibrio utile ad affrontare la vita di ogni giorno. E sono questi i principi che da 30 anni insegno ai miei ragazzi. Ariel è un esempio per tutti loro, un modello da seguire: ha vinto sulle bulle senza violenza, ma credendo in se stessa e nella giustizia''.

La forza di Ariel, che al tempo degli episodi di bullismo e cyberbullismo frequentava le scuole elementari, è stata anche quella di denunciare immediatamente le vessazioni. Questo ha consentito ai suoi genitori di procedere per vie legali nell’affrontare la situazione presentendo un esposto alla scuola. ''Purtroppo gli atti di bullismo sono oggi all’ordine del giorno, ma Ariel dimostra che si possono affrontare e superare in maniera intelligente – conclude Elvira Taurino -. Perché la vittima, se ci si pensa bene, non è chi subisce ma chi agisce. Il bullo non ha valori sani e possiede una visione del tutto distorta della società e di come sia giusto comportarsi''.




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