


CIVITA CASTELLANA - Torna l'atteso salone dedicato al design e all'arredobagno. Dal 26 al 30 settembre presso al fiera di Bologna si aprono le porte di Cersaie, il meeting più importante per chi lavora nel settore delle ceramiche, immancabile appuntamento per le aziende del distretto industriale di Civita Castellana.
Quest'anno sono nove le aziende che hanno confermato la loro partecipazione: Alice, Art Ceram, Flaminia, Olympia, Simas e poi Colavene, Axa, Colacril e Tamanaco.
Saranno cinque giorni dedicati ai professionisti del mondo del design e della progettazione, una vetrina importante per le aziende produttrici del territorio per rinsaldare i contatti con i clienti e trovare nuove opportunità sui mercati esteri. Parola d'ordine: innovazione e qualità
'Cersaie è la fiera di riferimento del nostro settore - afferma Giampiero Patrizi, export manager della Ceramica Olympia e presidente di Federlazio Ceramica – che richiama ogni anno visitatori da ogni parte del mondo, clienti italiani ma soprattutto esteri, che di fatto rappresentano i nostri acquirenti più ambiti, soprattutto quelli della fascia del Far Est, come Cina e Giappone. Dobbiamo continuare ad imporci sul mercato. Cersaie oggi è diventata un punto di riferimento per i general contractor, grandi distributori e progettisti e non solo di piccoli operatori come lo era un tempo”.
Con il fil rouge della sostenibilità si punta come di consuetudine sulla qualità del prodotto, per la quale le aziende del distretto ne rappresentano la punta di diamante:”le nostre ceramiche – sottolinea Marco Giuliani, direttore generale della Simas – producono l’80% dei sanitari che si fanno in Italia. La qualità è la nostra prerogativa, perché per confrontarci con i competitor dell’est –soprattutto Cina- che producono a prezzi più bassi a discapito della qualità, dobbiamo essere costantemente al passo coi tempi e lavorare su una ricerca continua”. Col risultato di un prodotto di qualità che strizza l’occhio alla sostenibilità. Non a caso i prodotti realizzati nel distretto ne sono antesignani.
Ma se da una parte pare riaffacciarsi un tiepido ottimismo per le prospettive che si profilano per questa 39esima edizione, di riflesso riecheggia la criticità del caro energia che nell’ultimo periodo sta destando non poca preoccupazione nel mondo imprenditoriale. Lo sottolinea Mauro Rossi, amministratore delegato di Alice Ceramica:”Questa è la sesta edizione alla quale partecipiamo. Ma quest’anno la situazione è veramente critica per i problemi che tutti ormai conosciamo. Ci ritroviamo con una tariffa a prezzo indicizzato, e nonostante le difficoltà abbiamo continuato a produrre per non perdere visibilità con la clientela. A Bologna speriamo di acquisire nuovi clienti e aprire nuovi mercati”.
Per quanto riguarda l’esport, mediamente nel distretto si oscilla su una media che va dal 40% al 65% del fatturato, come sottolinea Claudia Colamedici della Ceramica Colavene:”il 50% del fatturato di Axa ceramica interessa maggiormente i paesi europei e l’Australia”, così come l’Europa dell’Est, gli Emirati e il Giappone sono i paesi dove il distretto esporta di più.