ANNO 16 n° 271
''Lavoratore Rfi di Viterbo licenziamo ingiustamente''
L'Usb: ''Atto gravissimo, strumentale e intimidatorio, faremo ricorso''

VITERBO - Riceviamo e pubblichiamo:

Mercoledì 21 settembre scorso la dirigenza RFI DOIT Roma ha licenziato in tronco un collega del Nucleo Manutentivo Armamento di Viterbo; un licenziamento brutale, senza preavviso, basato su una contestazione disciplinare consegnata 8 mesi dopo i fatti imputati. Un provvedimento disciplinare gravissimo e enormemente sproporzionato rispetto a qualsiasi valutazione si volesse fare degli stessi fatti così tardivamente contestati, rispetto ai quali comunque il lavoratore ha fornito sensati e puntuali argomenti di chiarimento a sua discolpa; e a discolpa dei colleghi coinvolti nei fatti medesimi che sono stati sanzionati, invece con pene più “lievi” a colpi di 8 e 10 giorni di sospensione: chiarimenti che sono stati completamente e ignobilmente ignorati.

Un atto gravissimo, strumentale e intimidatorio, che segue di qualche mese quello altrettanto brutale e strumentale dell’apprendista dello stesso impianto di Viterbo, nel marzo scorso, e che ha tutta l’aria di una ritorsione verso quei lavoratori che alcuni mesi fa avevano richiesto ai loro rappresentanti sindacali di intervenire su certi casi di mancata sicurezza sul lavoro e sulle pretese aziendali di agire liberamente, quando nei mesi scorsi non aveva a disposizione gli accordi territoriali poi firmati nel passato agosto.

Un caso disciplinare che sembra costruito ad arte per colpire duro su uno e mandare a tutti i lavoratori del settore un messaggio chiaro: niente opposizione sindacale o scatta la più bruta repressione disciplinare; e non ci sarà rispetto per niente e per nessuno, foss’anche di un lavoratore quasi cinquantenne (e della sua famiglia) che per tanti anni ha lavorato con lealtà e responsabilità professionale, svolgendo il suo importante ruolo di tecnico della manutenzione delle infrastrutture ferroviarie nella concretezza di giorni e notti sui binari e sui cantieri di RFI.

Nello stesso tempo la stessa dirigenza della DOIT Roma perde la causa in tribunale dove aveva trascinato un lavoratore e r.l.s. della manutenzione infrastrutture dopo averlo sospeso per ben due volte a distanza di un anno (prima per 5 e poi per 10 giorni), contestandogli alcuni interventi per la sicurezza sul lavoro verso le imprese appaltatrici: una piccola ma importante notizia per tutti i lavoratori.

Come è stato per il suddetto caso del r.l.s., anche per questa nuova gravissima azione della dirigenza DOIT Roma metteremo a disposizione tutte le risorse della nostra organizzazione per la tutela legale e sindacale del lavoratore di Viterbo ingiustamente licenziato; così come torniamo a ribadire la denuncia per l’altrettanto ingiusto licenziamento dell’apprendista dello stesso impianto.

Nei prossimi giorni saremo in grado di completare l’analisi degli aspetti legali del caso, e di convocare una prima assemblea dei lavoratori degli impianti DOIT Roma per discutere le iniziative di solidarietà verso i colleghi così duramente colpiti dalla cieca repressione aziendale.

Un accorato invito immediato lo rivolgiamo invece a tutti i lavoratori, ai loro rappresentanti, e a tutte le OOSS regionali e nazionali di settore, a svolgere senza esitazioni ogni azione di responsabilità, nelle rispettive facoltà soggettive, a contrasto di questo aberrante atto repressivo aziendale, per la rivendicazione dell’annullamento del gravissimo provvedimento disciplinare e il reintegro immediato del lavoratore di Viterbo ingiustamente e ignobilmente licenziato dal management della DOIT Roma.

Usb Ferrovie

 




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