ANNO 16 n° 272
Latitante da anni,
tradito dal trasloco
Il boss Simioli era nascosto in una
villa resort completa di Jacuzzi

RONCIGLIONE – Anni di latitanza, di nascondigli segreti e di una vita sotto copertura, ma per il boss Giuseppe Simioli, la grande fuga sembra essere finita. E per davvero questa volta. Ieri i carabinieri del comando provinciale di Napoli lo hanno tratto in arresto a Ronciglione, durante un suo spostamento. Una copertura andata fallita che ha permesso agli uomini dell’arma di mettere le mani su uno degli uomini più ricercati di sempre: il boss Simioli, alias 'o Petruocelo, numero uno del clan Polverino, era infatti inserito nella lista dei cento latitanti più pericolosi d’Italia.

50 anni, nato a Marano, Simioli aveva fatto perdere ogni traccia di sé nel maggio 2011: sei anni di costanti ricerche che ieri hanno permesso ai carabinieri di giungere all’arresto. Il super latitante era nascosto in una villa resort a cinque stelle a Campagnano di Roma, completa di Jacuzzi e di ogni tipo di confort. A condividere con lui la ricchezza, la moglie e il figlio. 

L’uomo, sul quale pendevano quattro mandati di cattura e condanne per un totale di 24 anni di carcere, dovrà scontare la sua pena per i reati di associazione mafiosa e traffico di droga e armi. Ma non solo. Secondo alcune rivelazioni di pentiti ex affiliati al clan, Simioli sarebbe il mandante e esecutore materiale di diversi omicidi. Tra i tanti, quello di Giuseppe Candela, detto ‘’Peppe tredici anni’’, freddato con un colpo di una calibro 38.

''Giuseppe Polverino è il mandante dell’omicidio di Giuseppe Candela, che fu commesso da Giuseppe Simioli con un revolver e da Raffaele D’Alterio che guidava lo scooter''. Queste le parole di Biagio Di Lanno, ex fedelissimo dei Polverino passato poi dalla parte dello Stato, con le quali, il 23 gennaio 2012, si accusò per la prima volta dell’omicidio di Giuseppe Candela. Lui ebbe un ruolo di supporto ai due affiliati al clan che entrarono in azione in via Cristoforo Colombo a Marano dopo la terribile frase del boss: ''bisogna prendere un provvedimento’’.

La maniera che alcuni boss vecchio stampo usano per ordinare un omicidio. Era il 15 luglio 2009.

Soddisfatto, per l'arresto del boss, il sindaco di Napoli Luigi De Magistris:

''Ho letto con grande soddisfazione dell’arresto di Giuseppe Simioli - dice il primo cittadino partenopeo -, uno dei 100 latitanti più pericolosi, reggente del clan camorristico dei Polverino e ricercato da molti anni. L’operazione dei Carabinieri della nostra città, condotta con i Cacciatori di Calabria e con i loro colleghi della stazione del Viterbese dove si nascondeva il ricercato, è stata brillante ed ancora una volta dimostra la grande professionalità dei nostri investigatori. Grazie a loro è stato inferto un altro durissimo colpo alla criminalità organizzata, grazie alla loro abilità e perseveranza nelle indagini è stato assicurato alla giustizia un latitante molto pericoloso. Mi voglio congratulare per l’operazione con l’Arma facendo giungere attraverso il comandante provinciale Ubaldo Del Monaco il mio grande compiacimento per l’arresto di Simioli''.




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