

VITERBO – Laghi, borghi medievali, cultura, buon cibo, natura e ritmi decisamente diversi da quelli di una metropoli. Sono alcuni degli elementi che caratterizzano Viterbo e la Tuscia e che, viste da fuori, possono renderle particolarmente appetibili per chi cerca un posto dove ricominciare.

Navigando sui social capita spesso di imbattersi in post che raccontano una Viterbo “morta”, poco curata o incapace di sfruttare le proprie potenzialità. Ma cosa succede se, almeno per una volta, proviamo a guardarci con gli occhi di chi viterbese non è?
A offrirci lo spunto è stato un semplice post pubblicato su Facebook da una donna romana: «Sto seriamente pensando di trasferirmi da Roma Trastevere nel centro storico di Viterbo, ricominciando da zero. Sono forse matta?».
La risposta, almeno a giudicare dalle decine di commenti ricevuti, sembrerebbe essere no.
Viterbo vista da chi l'ha scelta
Tra le risposte sono comparsi soprattutto romani che quella stessa scelta l'hanno già fatta: lasciare la Capitale e trasferirsi a Viterbo alla ricerca di una vita più tranquilla, maggiormente a misura d'uomo e vicina alla natura.
C'è chi racconta di essersi trovato bene, chi rassicura la futura possibile concittadina sulle opportunità di costruire nuovi rapporti e persino chi propone di creare una sorta di piccolo gruppo di “ex romani”, così da permetterle di avere fin da subito qualcuno da conoscere e a cui chiedere consigli sul vivere Viterbo.
Ed è forse proprio questo uno degli aspetti più curiosi del post: ad “accogliere” una possibile nuova viterbese sono stati soprattutto coloro che, prima di lei, hanno lasciato Roma per trasferirsi qui.
I viterbesi, almeno tra i commenti, sembrano invece essere rimasti quasi completamente in disparte.
Sì a Viterbo, un po' meno al centro storico
Su un punto, però, molti sembrano essere d'accordo: Viterbo sì, centro storico no.
Diversi utenti consigliano infatti di cercare casa nei quartieri fuori dalle mura o addirittura nelle zone più periferiche e immerse nel verde, come ad esempio le ex frazioni.
Le motivazioni? C'è chi guarda persino al futuro degli insediamenti urbani e alle estati sempre più calde, sostenendo che vivere in campagna possa garantire temperature più sopportabili, con 4/5 gradi di meno di cui tener conto.
Altri avanzano ragioni decisamente più quotidiane, indicando tra le criticità del centro storico la scarsità di alcuni servizi, le difficoltà legate alla mobilità e al trasporto pubblico e la quasi totale assenza di giardini, con Prato Giardino che fa da eccezione.
Una fotografia interessante perché arriva, questa volta, non tanto dai viterbesi che quotidianamente discutono dei problemi della propria città, quanto da chi Viterbo l'ha scelta.
E se provassimo a guardarci da fuori?
Rimane allora una domanda.
Se è vero che l'erba del vicino sembra sempre più verde, quanto è verde la nostra agli occhi degli altri?
Forse Viterbo possiede caratteristiche che chi ci vive da sempre finisce inevitabilmente per dare per scontate: dimensioni contenute, natura a pochi minuti da casa, un patrimonio storico importante e la possibilità di vivere con ritmi differenti rispetto a quelli di una grande città.
Allo stesso tempo, proprio i commenti di chi è arrivato da fuori mettono possono risaltare quelle criticità che rischiano di limitarne l'attrattività, soprattutto quando si parla del centro storico.
Alla fine, da un semplice post su Facebook nasce quindi una domanda molto più grande: Viterbo è davvero una città a misura d'uomo?
A leggere chi ha lasciato Roma per venire a viverci, sembrerebbe proprio di sì. Il vero interrogativo, forse, è capire quanto noi viterbesi ce ne rendiamo conto.