ANNO 16 n° 275
Lasciarono punta di scalpello nel naso,
a giudizio un medico
e due infermieri

VITERBO – E’ stata tormentata per anni da un’insopportabile emicrania. Ha eseguito un’infinità di visite specialistiche, controlli, esami, ma i suoi mal di testa non hanno trovato una spiegazione.  ''Cefalea muscolo-tensiva'', le cui cause non sono ancora oggi ben chiare ai neurologi, dicono la maggior parte dei referti.

Dopo 8 anni, finalmente, ha scoperto l’origine dei suoi disturbi: una punta di scalpello chirurgico, lunga circa 5 centimetri, che le era stata lasciata nel naso al termine di un intervento chirurgico cui era stata sottoposta nell’ospedale Andosilla di Civita Castellana. Era quel ferro chirurgico che, schiacciando il nervo trigesimo, scatenava i mal di testa, le procurava gonfiore al volto e altri gravi disturbi che hann pesantemente condizionato la sua esistenza.

Vittima dell’episodio una ragazza, oggi 26enne che, tra l'altro, ha successivamenet subito un altro intervento dello stesso tipo, ma chi lo ha eseguito non si è accorto del corpo estraneo che le era stato lasciato nel naso.

Per questo motivo, un medico, l’attuale primario del reparto di otorinolaringoiatria dell’ospedale Belcolle, Alessandro Paternesi, e due infermieri saranno sottoposti a giudizio immediato da tribunale di Viterbo, un rito speciale che non prevede l'udienza preliminare.

Sono accusati di concorso in lesioni colpose gravi. La ragazza si è costituita parte civile.




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