

VITERBO – Clamoroso a Pratogiardino. O forse no: ad essere cinici è soltanto lo specchio triste di questi tempi tristi. Dunque: sabato gli attivisti di Yarn Bombing Viterbo (che promuovono questa arte urbana nata in Texas nel 2005 e che sostituisce ai graffiti le installazioni all'uncinetto e a maglia) hanno tappezzato il più grande parco urbano del capoluogo con le loro creazioni. Manufatti artistici, coloratissimi, dai tulipani ad altri fiori a immagini, sugli alberi e nei prati dello spazio verde per sensibilizzare l'Amministrazione comunale a prendersi cura di un posto che purtroppo, negli ultimi anni, è stato dimenticato, in preda al degrado e all'incuria. Un'incursione pacifica – e certamente spettacolare – che tra l'altro era già stata effettuata in passato dallo stesso gruppo al parco delle Querce a Santa Barbara.
Qui le immagini dell'installazione (quando ancora era al completo...)
Peccato che all'indomani – cioè ieri – i simpatici oggetti ornamentali piazzati dai nostri fossero già spariti. E non perché qualche addetto alla manutenzione di Pratogiardino li avesse rimossi con zelo tempestivo quanto sospetto (figuriamoci: non puliscono mai, mica si saranno messi a lavorare proprio di domenica…). No, a quanto sembra fiori, cacche finte (c'erano anche quelle) e altri piccoli capolavori all'uncinetto sarebbero stati rubati da semplici cittadini. Magari per addobbare case o giardini privati.
Sui social network si è scatenato subito il dibattito, con commenti sdegnati (''Uno vuole sensibilizzare sul degrado e alla fine i più degradati, moralmente, sono proprio i cittadini''), altri rassegnati (''Che tristezza''), altri apocalittici ('''Sto Paese non ha speranza''). Qualcun altro ancora segnala di aver avvistato qualcuno in un centro commerciale che sfoggiava un tulipano all'uncinetto di chiara provenienza. Insomma, questo il quadro. Col finale che sa di amaro: i ragazzi di Yarn Bombing Viterbo volevano soltanto chiedere rispetto per i parchi, ma ai cittadini chi insegna il rispetto? Che tristezza.