ANNO 16 n° 275
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L’approccio agro-ecologico per il benessere ambientale e produttivo
Il Biodistretto Valle Amerina e delle Forre ha presentato un progetto per salvaguardare e valorizzare le comunità territoriali. Crucciarelli: “vogliamo realizzare un’eccellenza europea”

VITERBO – Il Biodistretto via Amerina e delle Forre e Arsial hanno condotto ieri mattina un’importante conferenza stampa inerente a progetto volto alla riduzione dei prodotti fitosanitari di sintesi e all’utilizzo di un approccio agro-ecologico per migliorare il prodotto, il territorio e la salute ambientale e umana.

Il progetto, denominato “Favorire la transizione agro ecologica”, vede come protagonista la cultura del biologico con la relativa sensibilizzazione dei cittadini e dei produttori in modo da creare una comunità unita e attiva nel benessere agro-ambientale. Attualmente il progetto coinvolge solo 5 comuni del Biodistretto (Vignanello, Canepina, Vallerano, Gallese, Corchiano), la partnership dell’Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l'Innovazione dell'Agricoltura del Lazio (Arsial) ed è sostenuto dalla Regione Lazio.

“Noi vogliamo realizzare un’eccellenza europea, questo è l’obbiettivo e la strategia che stiamo sviluppando da alcuni anni – enuncia il Presidente del Biodistretto Famiano Crucciarelli – bisogna superare la chimica di sintesi per evitare danni al suolo, all’acqua e all’aria. Una parte importante dei problemi che stiamo affrontando ora derivano principalmente dai sistemi produttivi. Siamo consapevoli che c’è una fase di transizione e questo comporta un cambiamento di cultura,: la partecipazione dei cittadini e dei coltivatori è un aspetto fondamentale.

“Il progetto è molto attuale ed è necessario estenderlo a tutti i comuni che partecipano al biodistretto” spiega Mario Ciarla, Presidente dell’Arsial. Allo stato attuale il progetto relativo alla riduzione dei fitofarmaci derivati da processi di sintesi interessano solo 5 comuni, mentre i comuni che sono parte del Biodistretto sono 16. “La comunicazione tra consumatori e agricoltori è fondamentale per indirizzare il comportamento alimentare e produttivo verso il biologico - dichiara Mario Ciarla - noi come Arsial siamo completamente a disposizione.”

“La transizione agro-ecologica porterà ad una valorizzazione del territorio per fini turistici e agricoli con conseguenti effetti benefici per la salute dei cittadini e dei produttori – afferma Pietro Piergentili, vice Sindaco di Corchiano - gli obbiettivi che si pone il progetto sono importanti perché si vuole raggiungere una riduzione dei fitofarmaci del 50%. L’esperienza che dura cinque anni a Corchiano – aggiunge - dimostra che è possibile ridurre i fitofarmaci di sintesi e ottenere un prodotto di qualità e che garantisce una buona resa. Nel dettaglio sono stati banditi i diserbanti e per quanto riguarda la concimazione è stato utilizzato un approccio diverso: sono stati utilizzati prodotti organici in inverno e ridotti quelli di sintesi in primavera.”

“Il progetto ha 5 componenti che si basano sull’approccio agro-ecologico - spiega Andrea Ferrante, Coordinatore di progetto del Biodistretto – il primo punto riguarda la realizzazione di due sportelli informativi (uno in zona di Vignanello-Canepina-Vallerano e un altro nella zona Gallese-Corchiano). Le informazioni che sono state raccolte in questi anni sono tante, ma stratificate: il biodisretto ha 20% di terreno dedicato alla coltivazione biologica e molte sono le aziende convertite al biologico. Quindi le informazioni e le esperienze necessarie per la transizione agro-ecologica sono concrete e verranno messe in circolo per il benessere della comunità.

Lo sportello è rivolto a tutte le aziende sul territorio sia le aziende convenzionali che biologiche. La baseline dell’attività di assistenza per le aziende convenzionali saranno: il disciplinare di produzione integrata per il nocciolo della Regione Lazio e l’apposita linea guida elaborata per la produzione integrata del Castagno. Per tutte le aziende saranno comunque proposti percorsi per la conversione verso la produzione biologica.

Lo scopo – continua Ferrante – è quello di condividere le informazioni e le esperienze che già sono presenti sul territorio e promuovere il dialogo tra tecnici e produttori mettendo in campo diverse figure professionali”. “Spesso gli agricoltori agiscono per sentito dire - aggiunge Adelio Gregori, Sindaco di Valentano - anche perché non tutti possono permettersi un agronomo.”

“Il monitoraggio rappresenta un elemento centrale per rafforzare il sistema di assistenza ed informazione – illustra il coordinatore - un sistema di monitoraggio specifico sarà dedicato per la cimice asiatica. I risultati del monitoraggio saranno a sostegno del lavoro dello sportello e dell’emissione dei bollettini. Verrà basato sui rilievi eseguiti nei noccioleti con osservazioni, conteggi diretti; per i castagneti si farà anche utilizzo dell’uso delle trappole per la Cidia. Sulle base delle diverse informazioni climatiche e del risultato delle attività di monitoraggio verranno redatti 20 bollettini, a cadenza settimanale, con particolare focus per tutti i comuni interessati e saranno specifici per le aziende biologiche e convenzionali.”

“A Canepina manca un sistema di monitoraggio per l’utilizzo dei prodotti fitosanitari – sottolinea Gianluca Benedetti, consigliere delegato del comune di Canepina - questo progetto permetterà di migliorare la qualità del territorio e della comunità”

Per il progetto è fondamentale la parte attiva della popolazione, perché il Biodistretto non vuole fermarsi a creare un prodotto di eccellenza coltivato nel rispetto ambientale, ma anche “coltivare” una popolazione sensibile alle tematiche ambientali e diffondere la cultura del biologico. Per la realizzazione di questo obbiettivo “verranno svolti degli incontri divulgativi per la promozione dello sportello informativo, dei bollettini e di tutte le iniziative di assistenza, informazione e formazione rivolte ai produttori ed alla cittadinanza. Oltre le attività di informazione e assistenza si prevede di realizzare un corso di formazione di 20 ore con il coinvolgimento di docenti degli Enti di ricerca coinvolti ed esperti del territorio – aggiunge Ferrante – con i temi di sicurezza sul lavoro, conversione alla coltivazione biologica e promozione e difesa della biodiversità.”

Dulcis in fundo, il progetto presenta anche una parte dedicata al controlle del rispetto dell’esecuzione delle ordinanze comunali. Nelle realtà che hanno deciso di percorrere la strada della coltivazione biologica l’azione scorretta di un solo individuo potrebbe danneggiare l’intera comunità: l’utilizzo di fitofarmaci banditi causerebbe l’inquinamento del terreno e le acque che vengono utilizzate anche dai produttori che si sono volti alla coltivazione biologica. “I comuni hanno emesso ordinanze sulla base del PAN e richiedono una sostenuta attività di controllo – conclude il coordinatore del progetto - per questo verranno coinvolti i carabinieri forestali, le guardie ambientali e le altre associazioni di volontariato impegnate nella protezione dell’ambiente.”




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