ANNO 16 n° 167
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L'antica rete idrica di Falerii ricostruita attraverso visori 3d
E' il progetto nato in collaborazione con gli archeologici che stanno studiando Vignale e gli studenti del Midossi

CIVITA CASTELLANA - A spasso nella storia tra i segreti dell'antica Falerii. In occasione delle giornate europee dell’archeologia, si è tenuta domenica mattina l'apertura al pubblico del sito archeologico sul colle di Vignale, dove sono in corso gli scavi condotti dall'Università la Sapienza e diretti dalla professoressa Maria Cristina Biella. Un team di trenta studenti provenienti dalle università di Viterbo, Milano, Pavia, Oxford e Leiden hanno da poco dato avvio alla quinta campagna di scavo nel cuore dell'antica città preromana di Falerii.

Sono ormai quasi 900 i metri quadrati che sono stati messi in luce, una piccola ma interessante parte se paragonata all'intero colle (11 ettari) e ancora meno se confrontati con gli oltre 40 ettari su cui la città antica doveva sorgere nella sua interezza. Essi sono tuttavia uno spicchio interessante della Falerii nel periodo che va dall'età del bronzo medio fino almeno al terzo secolo avanti Cristo. Quest'anno, in particolare, il team di archeologi si è avvalso della collaborazione degli studenti del Midossi per lo studio e la valorizzazione dell'antica città attraverso tecnologie innovative e attività di ricerca multidisciplinare. I ragazzi della classe 5B di informatica hanno realizzato, utilizzando il software Unity, una visita virtuale immersiva all'interno di uno dei cunicoli dell'area archeologica. Grazie ai visori Meta Quest, i visitatori hanno potuto esplorare ambienti normalmente non accessibili, vivendo un'autentica esperienza di archeologia virtuale. La classe 4 E di agraria ha invece mostrato i risultati delle attività legate alla coltivazione sperimentale di erba medica e al suo monitoraggio anche attraverso i parametri registrati dalla capannina meteo. I dati raccolti permetteranno di studiare la relazione tra lo sviluppo vegetativo e le strutture archeologiche presenti nel sottosuolo.

'Stiamo scavando - ha spiegato la professoressa Biella - una città preromana che ufficialmente dal 241 AC, stando alle fonti antiche, non esiste più a causa di una conquista militare romana e la sua successiva distruzione e ricostruzione a Santa Maria di Falleri, ovvero Falerii novi. Gli studi ci hanno permesso di appurare l'uso prevalentemente agricolo di questo territorio, non c'è stata una continuità a livello urbanistico, e questo significa che ciò che andremo a scavare appartiene a una specifica cronologia. Nel corso degli anni è emerso un dettaglio molto significativo legato alle strutture idriche della città. Nel primo periodo non abbiamo ancora ben chiaro come veniva gestita la risorsa idrica, mentre nel secondo periodo è emersa una diversa operosità con la costruzione di una rete capillare di cunicoli, che abbiamo indagato con scavi mirati in parte fatti da noi e in parte da geologi. Dopo aver rilevato queste strutture, con l'aiuto del Midossi, abbiamo strutturato una visita guidata attraverso visori di realtà immersiva davvero originale'.

Un progetto che secondo Biella si potrebbe estendere anche attraverso un percorso virtuale tra il parco archeologico e il tempio di Giunone. I risultati della quinta campagna di scavo verranno resi noti a luglio al Museo del forte Sangallo in conferenza stampa.




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