


di Andrea Stefano Marini Balestra
VITERBO - Dopo una serie di rinvii “tecnici”, Covid-19 compreso, presso la Corte di appello di Roma è stata finalmente aperta l’istruttoria dibattimentale del processo bis a carico degli ex sindaci di Ronciglione e Caprarola Alessandro Cuzzoli e Massimo Sangiorgi, già pienamente scagionati dal Tribunale di Viterbo per le stesse accuse. La Procura della Repubblica, però, proprio per il tipo di chiusura del processo ex art. 129 c.p.p. (immediata declaratoria di causa non punibilità), sulla base di una novella del codice ha chiesto riaprire il processo in Corte d’Appello, in pieno accordo con le associazioni ambientalistiche che avevano presentato denuncia dell’inquinamento del Lago di Vico.
Alla presenza dei loro difensori (avv.tti Chiodi e Stella) erano in aula presenti gli imputati Cuzzoli e Sangiorgi. Il pm di Viterbo Pacifici ha fatto ascoltare i propri testi: il dottor Zingale, il professor Nascetti della Unitus, il dirigente ASL De Santis e un agente di Polizia giudiziaria. Assente il teste chiave prof. Gallina, probabilmente trasferito all’estero.
Come si si ricorderà, indagini della Procura negli anni a cavallo tra il 2007 e 2011 portarono gli allora sindaci di Caprarola e Ronciglione nei cui territori ricade il Lago di Vico ed il suo bacino, ad essere indagati per disastro colposo, omissione di atti di ufficio e distribuzione di acqua contaminata per uso umano. Le denunce provennero dalle note associazioni ambientaliste, oggi tutte in Corte d’Appello costituite parte civile.
Importante fu la relazione del prof. Gallina, consulente della Procura.
Egli, autorità internazionale in campo ambientale, descrisse il lago “tigre dormiente”, quindi negò la tesi dell’accusa, dal che il proscioglimento deciso all’epoca dal Tribunaledi Viterbo degli imputati Cuzzoli e Sangiorgi.
Il processo proseguirà il prossimo 7 aprile per ascolto altri testi.