

VITERBO - ClientEarth e Lipu hanno presentato ricorso al Consiglio di Stato contro le sentenze emesse dal Tar relative a esposti su 'Acqua Potabile' e 'Conservazione degli Habitat'. Al centro della battaglia legale le coltivazioni intensive. Per le associazioni ambientaliste ''si tratta dell’ultima possibilità, dal punto di vista dell’iter giuridico, per mettere mano ad una situazione che, oltre a non essere conforme alle normative vigenti, desta grande preoccupazione. Le coltivazioni intensive che caratterizzano la zona - e in particolare quella delle nocciole - hanno infatti già causato enormi danni: le conseguenze sul lungo periodo sarebbero devastanti''.

Il Tar aveva infatti liquidato i ricorsi, che chiamavano in causa la Regione e i Comuni di Ronciglione e Caprarola, adducendo ragioni meramente formali, riguardanti aspetti di carattere procedurale ma si era espresso in modo concorde sul tema ‘Nitrati’, imponendo alla Regione Lazio di pronunciarsi in materia. La risposta è arrivata in questi giorni: la Regione Lazio ha dichiarato l’intenzione di istituire una ''Zona Vulnerabile ai Nitrati'' - provvedimento che dovrebbe prevedere regole più severe per l'utilizzo di fertilizzanti nell'area e l'adozione di pratiche agricole adeguate.
Se tutto ciò venisse implementato sarebbe un primo passo, molto importante ma non sufficiente: la piena tutela della zona del Lago di Vico e della salute degli abitanti dei Comuni limitrofi può essere raggiunta solo se leggi e normative vengono rispettate nel loro complesso. Ragione per cui ClientEarth e Lipu hanno deciso di portare avanti questa azione legale, impugnando le sentenze negative.
''Salvaguardare il sito significa tutelare efficacemente la biodiversità lacustre, mentre per garantire l’approvvigionamento di acqua potabile è necessario predisporre e attuare un adeguato piano di contrasto alla presenza di inquinanti - ha detto Francesco Maletto, giurista di ClientEarth esperto di diritto dell’ambiente e della biodiversità - Le sentenze emesse dal Tar del Lazio che rigettano i ricorsi presentati a ottobre sono a nostro parere infondate e denotano la mancata volontà di affrontare questi temi, che sono però di vitale importanza per il territorio e i suoi abitanti. Le autorità regionali e locali stanno fallendo nell’esercitare il ruolo di custodi delle aree a loro affidate, danneggiando il sito naturale del Lago di Vico e mettendo a rischio la salute dei cittadini e dell’intera comunità. Se il Consiglio di Stato non si pronuncerà in modo favorevole, le conseguenze sul lungo periodo saranno devastanti''.
Federica Luoni, responsabile Agricoltura della Lipu, ricorda che: 'I target delle strategie europee, Biodiversità al 2030 e Farm to fork, ci chiamano a ridurre il nostro impatto sulla biodiversità e sul clima. L'agricoltura, nella sua forma più intensiva, con le monocolture come modello da perseguire, rimane uno dei maggiori driver negativi e dunque occorre che le amministrazioni prendano tutti i provvedimenti necessari. Le alternative possibili esistono e occorre solo metterle in pratica''.
Rimane infine ancora pendente il quarto ricorso presentato lo scorso ottobre, sempre legato al tema dell’acqua potabile, che il giudice aveva deciso di discutere separatamente e i cui esiti sono attesi a breve.