ANNO 16 n° 275
‘’L'acqua non è un privilegio ma un diritto, si torni alla gestione pubblica'’
Il comitato ‘’Non ce la beviamo’’ chiede chiarezza e la revoca degli aumenti

di Alessia Serangeli

VITERBO - ‘’L’acqua non è un privilegio, ma un diritto inalienabile. A questo comitato risultano distacchi a persone anziane e a malati oncologici. E questo non è accettabile’’.

Non indietreggiano di un passo i rappresentanti del comitato ‘’Non ce la beviamo’’, anzi: chiedono a gran voce maggiore chiarezza circa l’approvazione del documento che legittima gli aumenti sulle tariffe dell’acqua, avvenuta durante l’incontro Ato del 30 dicembre scorso, che prevede una crescita del costo delle bollette del 9 per cento annuo fino al 2023.

‘’Il nostro obiettivo è il ritorno ad una gestione pubblica che consenta costi accettabili’’, spiega Francesco Lombardo. ‘’E, invece, stiamo assistendo ad un processo di privatizzazione velocissimo e incomprensibile, visto che persino la Corte dei Conti conferma maggiori sprechi’’.

E’ convinto che gli aumenti tariffari dell’acqua indichino la sconfitta della gestione privata dell’acqua l’ex sindaco di Corchiano Bengasi Battisti, che ha preso parte alla conferenza di questa mattina svoltasi nella sede Usb e convocata dal comitato appena citato. 

‘’Talete è un soggetto privatistico ed è ovvio che la sua unica fonte di sostentamento siano le bollette’’. Ecco spiegato, quindi, il motivo degli aumenti. ‘’Aumenti che sono la conferma dell’insostenibilità di Talete’’. Ma per Battisti la gestione pubblica dell’acqua è un percorso possibilissimo, grazie alle legge 5 del 2014. ‘’Unica legge regionale approvata all’unanimità ma tenuta nel cassetto’’.

Anche Paola Celletti, rappresentante del comitato, menziona la legge e auspica a breve un incontro con il governatore Nicola Zingaretti per parlarne a tavolino. Del resto sono già in calendario diverse assemblee pubbliche. Si parte il 18 a Civita Castellana.

‘’Percorreremo tutto il territorio della provincia, compreso Viterbo’’, assicura Celletti. ‘’Vogliamo che i cittadini sappiano e, allo stesso tempo, ribadiremo ai sindaci la nostra richiesta di revoca del provvedimento. In caso contrario – sottolinea – saranno complici’’.

Dello stesso parere Battisti: ‘’I sindaci possono addirittura portare all’ordine del giorno del consiglio comunale la proposta di un percorso pubblico’’. E allora che i primi cittadini ‘’prendano coraggio’’, dice Celletti.

La parola è poi passata a Massimo Erbetti. ‘’I sindaci hanno il dovere di fare chiarezza su cosa hanno votato’’, sostiene il consigliere comunale del M5S, che non mancherà di presentare un’interrogazione. Erbetti, in particolare, si riferisce al documento con cui è stato approvato un aumento del 45% negli anni 2019-2023. ‘’Se non è vero lo smentiscano a chiare lettere’’.

Quanto invece al famoso finanziamento di 40milioni della società Arera, per Erbetti, servono solo a ‘’tamponare il buco finanziario’’. Non solo. ‘’Il finanziamento è stato fatto sulla base del nulla, visto che non esiste un piano industriale’’, afferma Lombardo. Ma sono tutti d’accordo che, adesso, ottenuti i fondi, il piano industriale non tarderà ad arrivare.




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