ANNO 16 n° 275
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“L'acqua è un diritto universale e non deve esserci spazio per i privati”
Il comitato “Non Ce La Beviamo” scende in piazza per manifestare contro il DDL privatizzazioni e lancia un appello ai candidati sindaci

VITERBO - “Finora la politica viterbese è stata completamente assente nelle risposte alle esigenze dei cittadini, a dimostrarlo sono stati i rincari delle bollette ed il completamento del processo di privatizzazione. Il comitato lancia un appello ai candidati sindaci ad esprimersi su questo tema e illustrare ai cittadini i progetti che intendono intraprendere per risolvere il problema”.

Ieri in occasione della giornata di mobilitazione nazionale contro il disegno di legge presentato dal governo Draghi sulla concorrenza e il mercato, il comitato dell’acqua “Non Ce La Beviamo” ha protestato in Piazza del Plebiscito contro un disegno di legge che si prefigge un’ondata di privatizzazioni.

“Si vuol far passare il messaggio che la gestione privata dell’acqua è la normalità e chi vorrà una gestione pubblica sarà trattato come l’eccezione – dichiara Paola Celletti del comitato -, con il referendum del 2011 gli italiani avevano già deciso che la gestione dell’acqua doveva e deve essere pubblica”.

Inoltre, il comitato rende pubbliche due notizie di qualche giorno fa, la prima riguarda i comuni 'disobbedienti' che non sono entrati nella Spa di diritto privato, 'questi hanno ricevuto una lettera dalla Regione Lazio dove si intimava a deliberare l’entrata in Talete entro il 20 maggio altrimenti saranno commissariati. La seconda riguarda una convocazione da parte del presidente di Talete ai sindaci, per una la variazione dello statuto della società, quindi permettere l'entrata dei privati”.

“Talete ha un capitale di 466 mila euro - continua - e cedere il 40% delle quote significherebbe che con 186 mila euro si potrà acquistare la maggior parte della società”.

Inoltre, il comitato sottolinea di aver richiesto un incontro con il commissario straordinario di Viterbo per invitarlo ad astenersi a qualsiasi tipo di decisione sul tema dell’acqua, “fino a quando ci sarà un’amministrazione legittimata politicamente al Comune”.

“Vogliamo che anche qui venga votato un ordine del giorno per contrastare l'articolo 6, vogliamo che i servizi essenziali restino pubblici e che siano gestiti direttamente dagli enti locali con un controllo popolare improntato sui criteri della trasparenza”, afferma il candidato della Sinistra per Viterbo.

“In più, i cittadini si trovano davanti a duplice problema: l’alta concentrazione di arsenico nelle acque destinate ad uso umano e tariffe esagerate a carico degli utenti. finora la popolazione è stata estromessa dalle scelte effettuate”, prosegue Celletti.

Alla manifestazione era presente anche la candidata sindaca Chiara Frontini e il candidato Carlo D'Ubaldo.

“L'acqua è un diritto universale, e non deve esserci spazio per il profitto di qualche privato – conclude D’Ubaldo -, invitiamo tutti a sostenere le iniziative contro il DDL privatizzazioni e per l'immediato ritiro dello stesso”.




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