ANNO 16 n° 273
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L'abbraccio dei viterbesi a Melissa
Sit-in del Pd contro l'attentato di Brindisi, oltre cento persone in piazza

VITERBO – Oltre cento persone hanno partecipato ieri sera al sit-in contro l’attentato dinamitardo compiuto all’ingresso della scuola a Brindisi, nel quale ha perso la vita una ragazza di 16 anni, Melissa Bassi. L’esplosione ha ridotto in fin di vita una sua compagna di classe, Veronica, e ha ferito in modo grave altri sei studenti.

Al presidio hanno aderito anche il sindaco della città Giulio Marini, che poco prima aveva deciso di sospendere in segno di lutto il concerto dell’orchestra del Tuscia Opera Festival, che avrebbe dovuto svolgersi alle 18 nel Palazzo del Drago. Presenti anche gli assessori provinciali Paolo Bianchini e Gianmaria Santucci. All’iniziativa hanno subito aderito anche l’associazione Libera, l’Arci, l’Ampi, Rifondazione comunista e Sinistra ecologia e libertà. Un gruppo di giovani del Pd ha portato in piazza un tricolore listato a lutto.

“Le forze politiche, tutte, debbono collaborare per respingere ogni tipo d’attacco alla democrazia. L’attentato di Brindisi, chiunque lo abbia organizzato, è un attentato alla democrazia” ha detto il segretario comunale del Pd Ricci. E la risposta unanime data da Viterbo, ad avviso di Ricci, va nella giusta direzione.

L’attentato è stato compiuto ieri mattina alle 7,45 in via Galanti, dinanzi all'ingresso dell'istituto professionale per i servizi sociali, moda e turismo di Brindisi intitolato a Francesca Laura Morvillo, moglie di Giovanni Falcone.

Nulla sarà più come prima in quella scuola dopo i botti tremendi che hanno squarciato l'aria portandosi via la vita di Melissa.

Sconvolto per l'accaduto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che ha subito rinnova l'appello 'alla vigilanza e al fermo e concorde contrasto nei confronti di ogni focolaio di violenza eversiva'. Il capo dello Stato ha espresso il suo 'profondo dolore' per la morte di Melissa e ha chiesto un 'rapido ed efficace svolgimento delle indagini volte a individuare la matrice e i responsabili di questo sanguinoso attacco alla convivenza civile'.

Il premier Mario Monti, da Camp David, ha parlato di un 'atto senza precedenti' e ha aggiunto che: 'il governo intende avere la più grande fermezza e determinazione contro ogni tipo di criminalità e opera perché il paese sia più che mai unito in questi momenti'.

E’ intervenuto anche il Vaticano. 'E' un fatto assolutamente orribile e vile, tanto più degno di esecrazione in quanto avvenuto nei pressi di una scuola – ha detto il portavoce padre Federico Lombardi -, tutto il Paese deve reagire con decisione alle tentazioni di violenza e alle provocazioni terroristiche'.

Chi ha fatto esplodere quelle tre bombole di gas collegate tra loro con fili elettrici, nascondendole in un cassonetto per la raccolta della carta, spostato appositamente vicino all'ingresso della scuola, sapeva che avrebbe potuto uccidere giovani vite innocenti. E' questa una delle certezze più amare. Melissa si è trovata nel punto più vicino all'esplosione: è arrivata nel centro ustionati dell'ospedale Perrino di Brindisi in condizioni disperate, è morta dopo oltre un'ora.

Una sua compagna di classe, Veronica, lotta da dodici ore tra la vita e la morte; per salvarla i medici l'hanno sottoposta a due interventi chirurgici. Ora la ragazzina è ricoverata nel reparto di Rianimazione dell'ospedale Vito Fazzi di Lecce. Degli altri studenti feriti, due sono ancora in gravi condizioni, ricoverati a Brindisi, ma la prognosi è riservata per tutti.

L'esplosione è stata talmente forte che i detriti sono volati via, causando danni, anche a 200 metri di distanza. Tra i reperti catalogati dalla polizia scientifica sul luogo, anche alcuni effetti personali degli studenti coinvolti nell'esplosione, come un orecchino nero trovato a 100 metri di distanza dal cancello della scuola, appartenuto evidentemente ad una studentessa.

Ma perché colpire una scuola e i suoi ragazzi, sapendo di poter uccidere? E a chi appartiene la mano assassina? Mafia o criminalità organizzata, terrorismo emergente o un folle?

l'inchiesta, ancora ovviamente a carico di ignoti, é in mano alla Dda di Lecce (procuratore Cataldo Motta) e alla Procura di Brindisi (procuratore Marco Dinapoli e sostituto procuratore Milto De Nozza) escludono al momento che il vero obiettivo dell'attentato potesse essere il Palazzo di giustizia, distante poche decine di metri dalla scuola.

'Potrebbe non essere mafia' ha detto Motta, così come l'ipotesi di un gesto dimostrativo di qualche gruppo terroristico emergente urta con la realtà che fino ad ora l'attentato non è stato rivendicato. Se mano di un folle è stata, ha però programmato tutto.




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