ANNO 16 n° 273
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La vittoria, con il Charlie’s Bar, è nel trionfo dell’unione: Natale senza etichette
Rubrica 'Pubblicitta' a cura di Elsa Berardi

di Elsa Berardi 

Fratellanza, ricerca del prossimo, rispetto e dedizione che non reintegrano, ma fanno rinascere: questi sono i motivi portanti del claim natalizio dell’irlandese Charlie’s Bar, realizzato con un budget decisamente maneggevole e trasmesso per suscitare sentimenti puri. Un’avventura sociale in cui, al fine di risvegliare il riso dalla sofferenza, è indispensabile generare fiducia e fratellanza: la schermata finale dello spot riporta un aforisma di Yeats, in cui si legge che gli sconosciuti sono “soltanto amici non ancora incontrati”.

L’attrezzatura utilizzata per girare le scene, sorprendenti nelle loro fattezze verosimili, consiste in un solo I Phone e nell’offerta di semplici inquadrature, commoventi nella versione del calore umano che presentano.

Un uomo anziano vive nell’umiliazione di non sentirsi amato, seppure la nitidezza del buon cuore che gli è proprio risalti nel momento del suo ricordo di un caro o nel tentativo di salutare due giovani passanti con un tenero cenno di berretto.

Fermatosi a cercare di chiacchierare con un uomo seduto, assorto nella lettura del quotidiano che lo schermisce, il magnanimo protagonista del claim rimane inascoltato nella sua delicatezza: lo sconosciuto preferisce e finge di non accorgersi del suo gesto istintivo. La delusione per l’egoismo altrui, che il signore non sembra comunque giudicare, diventa massima fino ad arrestarsi, e il caso vuole che ciò sia dovuto alla bellezza di un barboncino color caffè. Il cagnolino appartiene a una coppia affiatata, giovane e in armonia: l’uomo entra nel Charlie’s Bar con i ragazzi per godersi una birra, con il barboncino che continua a cercarlo per giocare insieme a lui.

La risposta è immediata e soddisfacente: notato il divertimento del loro animale domestico, i giovani si siedono con i loro cocktail a conoscere la bella persona che l’ha conquistato.

La sintonia non tarda a scattare ed esplode una forte e intraprendente empatia, colorando di Natale il pub e consegnando ai tre il regalo migliore che avrebbero potuto desiderare, quello di essere liberi di emozionarsi viso a viso. Nell’augurio di benessere incarnato da un sonoro brindisi, quella che sarebbe stata la puntata pomeridiana in un locale diventa fonte di intesa e riconquista del proprio spazio, un’intersezione profonda dello spazio dell’altro.

Lo spot, restituendo amore e vicinanza, insegna a difendere la verità del proprio cuore, a nutrirla con un percorso di unione con gli altri e a spogliare gli incontri migliori dalle etichette: in questo caso, la speranza in una società che senta ancora valica l’intento promozionale, ad ogni modo gradevole e calzante.




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