ANNO 16 n° 274
La Viterbese scopre
di avere un tesoro
Organico ricco e profondo: Farris ha
tante possibilità di scelta

di Domenico Savino

VITERBO – Dopo la settimana di sosta la Viterbese si è riscoperta più ricca. Nell’organico e nelle scelte. La squadra punta decisa all’obiettivo: c’è il Castel Rigone sabato prossimo e somiglia tantissimo ad una finale. Non serve fare paragoni per non caricare ulteriormente il match, ma è utile andare al nocciolo della questione. La Viterbese contro la banda del patron Cucinelli (che quest’anno non ha badato a spese pur di primeggiare) si gioca tantissimo:è vero, come dice Farris che la sfida è decisiva solo in caso di sconfitta perché taglierebbe definitivamente fuori i gialloblù dalla lotta al primo posto, ma anche in caso di pareggio il piccolo passettino non garantisce nulla.

Anzi aumenterebbe le chances buttate al vento e il Castel Rigone avrebbe quasi eliminato una diretta concorrente (seppur resti indietro negli scontri diretti). Tutti ragionamenti che dalle parti di via della Palazzina stanno facendo. E portano ad una sola conclusione: servono i tre punti, sporchi e maledetti, ma sempre tre famelici punti in grado di dare un senso compiuto alla stagione.

E questo bottino può - e deve - arrivare anche dalla ritrovata ricchezza della squadra. Con i completi recuperi di Pollini e Travaglione, gli ultimi arrivi di Rapino (in ritardo di condizione) e La Porta, il passaggio al 4-4-2 con la spendibilità di Gnignera (altro ’94 affidabile), la versatilità di Gubinelli, è aumentato l’arsenale della Viterbese. Il gruppo sa di essere ulteriormente competitivo e il successo sulle montagne russe di Todi ha rafforzato questa convinzione.

Il tesoro è dentro la Viterbese: nonostante siano stati costruiti per giocare con il 4-3-3 (che per concetti e movimenti differisce, e  non poco, dal 4-4-2), i gialloblù stanno scoprendo una corazza che non pensavano di possedere. E in questo modo Farris ha diverse frecce a cui poter attingere nel momento del bisogno. Non ci sarà Pero Nullo, perché squalificato, ma una coppia di centrocampisti come Travaglione e Giannone sono una dote che in pochi a livello di serie D possono permettersi. Sono due mediani che si completano bene: abbinano perfettamente le due fasi di gioco, la crescita di condizione di Giannone è visibile, dopo la frattura al piatto tibiale Travaglione ha potuto riprendere con tutta calma e la Viterbese ha contemporaneamente giovato della lucida regia dell’ex Ternana, utilissimo nel secondo, nervoso, tempo contro il Deruta.

In quel caso si è notata l'esperienza di chi ha calcato i campi professionistici: non ha perso la bussola, Giannone ha preso per mano la squadra. Se poi segna gol di ottima fattura (destro violento sotto l’incrocio dei pali) è un ulteriore dimostrazione di affidabilità. Ora c’è anche bisogno di Travaglione i cui progressi sono stati visibili durante l’amichevole con il Legia Varsavia. Anche se Giacinti continua a convincere il trainer e non sarà facile scalzare il classe ’91.

La profondità si nota anche dalle scelte che impegnano ogni domenica il tecnico lombardo. L’assenza di Pero Nullo toglie diversi dubbi a Farris. Senza l’ex Spoleto diversi tasselli vanno naturalmente al loro posto. Il dubbio riguarda il ’94 con Ciogli e Gnignera che si giocano una maglia. Gubinelli sembra certo di partire con i titolari come Vegnaduzzo che attende di sapere chi sarà il suo partner (Scardini o La Porta). In difesa sembra scontato il rientro di Fapperdue. Farris ha tutto il tempo per decidere e la partitella in famiglia sarà puramente indicative e utile per fare pretattica. Ormai ha una rosa ricca e profonda.




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