ANNO 16 n° 293
'La Tuscia faccia squadra': Civita e Bolsena verso il 2028
Presentato a Valle Faul “Arte che viene, arte che va”, il progetto per la Capitale dell’arte contemporanea

VITERBO – Una vittoria costruita insieme, con l’ambizione di coinvolgere l’intera Tuscia. Si è parlato di questo allo Spazio Attivo Lazio Innova di Valle Faul, dove Civita di Bagnoregio e Bolsena hanno presentato “Arte che viene, arte che va”, il progetto con cui si sono aggiudicate il titolo di Capitale italiana dell’arte contemporanea 2028.

L’incontro è stato l’occasione per illustrare le iniziative in programma e il percorso che ha portato i due comuni a candidarsi insieme. Al centro, l’idea di un progetto che non si esaurisca nell’anno del titolo, ma lasci sul territorio nuove occasioni di formazione, partecipazione e promozione culturale.

 

Opere da vivere, scuole e università

La coordinatrice Maria Teresa Grillo ha spiegato che il programma punta a portare l’arte contemporanea fuori dai luoghi tradizionali e a farla incontrare con le comunità. Tra le iniziative c’è Baleno, che porterà laboratori nelle scuole con la collaborazione della Fondazione Reggio Children. Sono previste circa 35 opere e percorsi rivolti anche agli studenti, oltre a una Summer school con l’Università della Tuscia e alla rete formativa delle arti del Mediterraneo, sviluppata insieme all’Università del Molise. Nel progetto saranno coinvolti anche festival e realtà culturali del territorio.

 

“Una strada comune”

Per il sindaco di Bolsena Andrea Di Sorte, la candidatura è il risultato di una collaborazione che può diventare un modello per altri comuni. “Ci siamo messi seduti e abbiamo programmato una strada comune”, ha detto, ricordando il legame tra le due località anche sul piano turistico: molti visitatori di Civita soggiornano a Bolsena.

Il sindaco di Bagnoregio Luca Profili ha definito i due centri “complementari” e ha sottolineato che la collaborazione era iniziata prima della candidatura. Tra le eredità più importanti, ha indicato la formazione e l’educazione dei giovani. Entrambi hanno richiamato la necessità di allargare la rete al resto della provincia, coinvolgendo anche Viterbo: “Quando fai parte di una provincia bisogna supportare e farsi supportare”, ha osservato Profili.

Il prossimo passo sembra quindi quello di diventare l’esempio per altri Comuni della Tuscia, sperando in una collaborazione, o almeno un aggancio, con il capoluogo della Provincia, Viterbo.




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