ANNO 16 n° 275
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Il Pm Chiara Capezzuto esce dal capannone
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La traiettoria del colpo dall'alto verso basso
Disposta l'autopsia sulla vittima

SUTRI - Dall'alto verso il basso, dall'interno verso l'esterno: questa, secondo i primi accertamenti, la traiettoria seguita del proiettile che ha causato la morte per dissanguamento del 65enne Orlando Salza. Quarantotto ore dopo il ritrovamento del cadavere dell’allevatore di Sutri all'interno del capannone agricolo in località Vallicella, si rafforza ulteriormente la pista del colpo partito accidentalmente dalla vecchia e rudimentale pistola costruita dallo stesso Salza, probabilmente per abbattere gli agnelli. Un'ipotesi, quella dell'incidente, già privilegiata dagli inquirenti fin dalle prime ore successive all’avvio delle indagini, intorno alle quattordici dell'altro ieri.

Tuttavia, le indagini, proseguono in tutte le direzioni. Ieri, nella stazione dei carabinieri di Sutri, sono state ascoltate diverse persone che hanno avuto a che fare con Salza. Ma non sarebbe emerso alcun elemento in grado di avvalorare altre ipotesi alternativa all'incidente. Resta però da stabilire come sia partito il colpo, se l'uomo avesse la pistola indosso, forse infilata nella cinta dei pantaloni, o se, invece, gli sia sfuggita di mano. Oltre tutto, l’arma non è munita di alcuna sicura.

La pista dell'omicidio, quindi, appare sempre più flebile, in primo luogo perché appare inverosimile che qualcuno usi un’arma rudimentale e dall’incerto funzionamento come quella trovata accanto al cadavere di Salza qualora volesse uccidere un uomo; poi per il punto in cui l'uomo è stato attinto dal proiettile, su una coscia, poco sotto l'inguine.  Colpo diventato mortale perché ha lesionato l'arteria femorale.

Nel capannone, inoltre, non sono state trovate tracce di colluttazione e sul corpo del 65enne, a parte la ferita d'arma da fuoco, durante l'ispezione esterna del cadavere eseguita dal medico legale, non è stato trovato alcun segno di violenza.

Infine, scavando nella vita di Salza, gli investigatori non hanno trovato alcun elemento che possa far insorgere il sospetto di una vendetta. Non aveva nemici, era considerato da tutti un lavoratore serio e per bene. Non aveva mai avuto problemi economici e la sua vita si svolgeva tra la casa di Sutri e l'azienda agricola in cui allevava pecore.

Sarà comunque l'autopsia disposta dal pubblico ministero Chiara Capezzuto a sciogliere i residui dubbi sulle cause della morte di Salza. Lunedì, il magistrato dovrebbe conferire l'incarico al consulente tecnico d'ufficio e, entro le successive 24-48 ore eseguirà l'esame autoptico. Infine, la salma dei Salza sarà restituita alla famiglia per la sepoltura.

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