

VITERBO - Una storia di famiglia, passione e traguardi che ha visto la pazienza di due genitori nel garantire un futuro al proprio figlio, da sempre innamorato dal calcio: oggi Salvatore Cangianiello è un sereno quindicenne di Viterbo, che porta con sé le origini campane da parte di suo padre, Antonio, e romano-abruzzesi da parte della mamma.

Il ragazzo è stato di recente convocato della Lazio in seguito a uno stage al Crotone, provocando l’orgoglio dei suoi famigliari e di chi gli vuole bene. Il divertimento di Salvatore è per Antonio Cangianiello la vittoria più importante: ha sempre cercato di assecondare il suo entusiasmo per lo sport, anteponendo la costruzione del bagaglio culturale e umano a quella del mestiere.
Salvatore, tra le varie esperienze che la sua carriera agli albori può contare, ha giocato alla Viterbese e poi alla Narnese, in cui è attualmente tesserato. “Ha fatto una stagione a buon livello, i ragazzi – ci ha raccontato il signor Cangianiello – sono arrivati terzi. Salvatore ha fatto circa 23 assist e 8/9 gol. In tutto questo ha fatto vari stage calcistici, non ultimo uno il 1° maggio a Grosseto, dov’è stato adocchiato dalla Lazio e da altre società professionistiche. Ieri siamo stati al Potenza e sabato è stato visto dall’Avellino, mentre la settimana prossima abbiamo l’Ascoli, che già ha contattato e penso che domani, oltre alla Lazio, ce ne siano delle altre”. Un quadro generale assolutamente promettente, che fa della passione di Salvatore la colonna portante delle sue giornate dopo le responsabilità quotidiane.
Cangianiello, inoltre, ci ha rivelato alcuni teneri aneddoti relativi all’infanzia del giovane: quando era molto piccolo, intorno ai due anni di età, si calmava giocando con il pallone più adatto a lui, arrivando a riconoscere questo spiccato interesse come la sua personale vocazione. Dieci anni di avventure in campo accompagnano la routine di Salvatore: ha festeggiato il sesto compleanno al camp del Milan a San Martino al Cimino, essendo inserito nel mondo del calcio dai suoi cinque anni.
“Ho sempre messo la scuola davanti a tutto: laddove ci sono i risultati a scuola – ha affermato il padre di Salvatore – lui può continuare a perseguire la sua passione, quando invece non ci sono è essenziale ridimensionare il percorso della sua vita”. Il ragazzo è consapevole di questa encomiabile forma mentis: l’ha già recepita e fatta propria, perché “io metto sempre davanti a tutto la costruzione dell’uomo: da genitore voglio prima l’uomo e poi il calciatore. Sono cresciuto con i valori che mi hanno insegnato i miei genitori: si crea prima l’uomo a 360 gradi, poi tutto il resto”. Questo il progetto di vita per suo figlio del signor Cangianiello.
In Salvatore c’è stato un incremento della fiducia in sé stesso? “Lui è abbastanza tranquillo, vive queste cose con serenità – ci ha risposto suo padre – e ha frequentato il primo ITIS, un indirizzo impegnativo, concludendo bene l’anno scolastico”. Il ragazzo ha beneficiato del profilo da studente atleta offerto dal suo percorso formativo, un vantaggio e uno sprone a migliorarsi sempre.
Un uomo e una donna, incontratisi a Viterbo per caso, che hanno messo in piedi la famiglia di Salvatore, per lui un porto sicuro: animati dalla volontà e dal coraggio di educare, stanno contribuendo a realizzare i sogni di un atleta che, da appena adolescente, si relaziona con amore nei riguardi del suo sport e segna i gol degli obiettivi che consegue.