ANNO 16 n° 272
''La spada di Damocle'' di Ponte Sodo
Dopo il tragico incidente, persiste il problema della sicurezza

VITERBO - Nonostante siano passate ormai alcune settimane dal tragico incidente mortale che ha coinvolto Fabrizio Mengarelli, la situazione della viabilità all'imbocco della tanto annunciata, e criticata, Strada Ponte Sodo rimane molto seria.

Quella che doveva essere una scorciatoia per arrivare in poco tempo nella zona del Carmine, una preziosa arteria per migliorare dei tratti molto intasati dal traffico, si è invece trasformata in un problema per la sicurezza di tutti gli automobilisti, e non solo, che viaggiano sulla Cassia abitualmente.

Elena Ollaro, una lettrice di Viterbo News 24, è probabilmente una di queste persone. La signora ha scritto per denunciare la pericolosa situazione che vivono ogni giorno i passanti e gli automobilisti che si ritrovano a percorrere quei tratti di strada. 

''A Ponte Sodo la Spada di Damocle è sempre lì. Anzi, a dire il vero ce ne sono due - scrive arrabbiata -: una è rappresentata dalla vegetazione che, sporgendo, copre per un lato il perimetro del vicino ponte Elce, specialmente nel tratto della curva.

Ieri mattina, proprio in quel tratto, se mi fossi tenuta strettamente sul margine destro (come prescrive il regolamento per strade non larghe, o a scarsa visibilità) avrei 'centrato' l'ennesimo incosciente che, diretto in città, andava a piedi contromano rispetto al senso di marcia, e soprattutto camminando completamente occultato dalla vegetazione. Se almeno fosse passato, in sintonia col proprio orientamento di marcia, dall'altro lato, quello sgombro e quindi più visibile ai mezzi provenienti da Vetralla... Aveva forse paura gli venissero addosso da dietro? Più facile nel senso contrario! Provare per credere''.

''Comunque - prosegue la signora -, tutto è rimandato alla solerzia della giunta, o di chi è preposto alla manutenzione di quella strada. Di sicura competenza comunale è invece l'altra notoria spada di Damocle, ovvero l'intersezione che da Ponte Sodo conduce al Salamaro. Nulla è cambiato, nonostante le promesse da marinaio fatte dopo l'eclatante incidente mortale a una settimana dall'inaugurazione. Fatto ampiamente previsto e prevedibile. C'e' stata una sanatoria per gli orrori edilizi e quindi anche il pericolo è caduto in prescrizione? Ma i forestieri che si troveranno a transitare per Viterbo, sono stati informati? Se infatti noi locali siamo ben consci della situazione e, memori dell'accaduto, adottiamo ogni cautela, chi invece viene da fuori, come la vittima (il romano Fabrizio Mengarelli) sarà altrettanto consapevole? Boh! Era ed è proprio così impossibile dislocare l'imbocco poco più oltre?''.

''Chi scrive - conclude - è una convinta elettrice dell'attuale municipalità che però, con questo comportamento, dimostra poca sensibilità alla pari di quella contestata ai predecessori...''.

Lo parole di sfogo di Elena Ollaro rappresentano probabilmente il pensiero di molte persone che quella strada la percorrono quotidianamente. Questa amministrazione si è impegnata molto per permettere l'apertura di uno snodo importante per la città: ora l'augurio è che si faccia altrettanto per garantire la sicurezza di chi vi transita.




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