ANNO 16 n° 269
La Soprintendenza fa il punto sui ritrovamenti in piazza del Comune
Tra i progetti, contenuti multimediali e una mostra dedicata, per valorizzare le scoperte

VITERBO - Piazza del Plebiscito, uno dei luoghi più simbolici del centro storico di Viterbo, si è trasformata in un vero e proprio cantiere della memoria. Mentre si avviano alla conclusione le indagini archeologiche preliminari ai lavori di riqualificazione della pavimentazione, gli esperti tracciano un bilancio più che positivo: sotto le pietre della piazza, infatti, è riemerso un frammento importante della storia cittadina.

Entro lunedì 14 aprile, l’area sarà nuovamente riconsegnata al Settore VI – Lavori pubblici e manutenzioni del Comune, ma non prima che tutto ciò che è stato ritrovato venga accuratamente documentato e messo in sicurezza. Le operazioni, coordinate con la Soprintendenza, stanno procedendo con l’obiettivo di non perdere alcuna informazione utile su quanto scoperto.

I ritrovamenti parlano chiaro: è venuto alla luce l’antico cimitero della chiesa di Sant’Angelo in Spatha, noto finora soltanto grazie a fonti scritte. Sono state individuate 45 sepolture di adulti, uomini e donne, insieme a cinque tombe infantili, distribuite su vari livelli. Le inumazioni, semplici e prive di corredo funerario – come era consuetudine nel Medioevo – testimoniano pratiche religiose e sociali che risalgono a secoli fa.

Accanto alle tombe, sono emerse anche strutture murarie e condutture che raccontano un’organizzazione dello spazio urbano molto diversa da quella attuale. Prima della nascita dell’ampia piazza che oggi conosciamo, quest’area doveva essere caratterizzata da edifici e infrastrutture oggi scomparse, ma fondamentali per comprendere lo sviluppo urbano della città.

Poiché non è possibile conservare questi reperti in loco, è stato realizzato un rilievo laser scanner ad alta precisione, che consentirà di conservare digitalmente l’intera mappatura delle evidenze, insieme alla documentazione fotografica prodotta durante lo scavo. La Soprintendenza ha espresso l’intenzione di valorizzare queste importanti scoperte in futuro: si sta lavorando a un progetto di restituzione pubblica, che potrebbe concretizzarsi in contenuti multimediali e in una mostra dedicata, una volta completati gli studi sui materiali ritrovati.




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