

VITERBO – Ci sono quaranta persone che rischiano il posto di lavoro e di ritrovarsi in cassa integrazione, nella migliori delle ipotesi. E ci sono anche cinquemila metri quadri di una struttura acquistata quattro anni fa dalla società cui fa capo Mondo Convenienza. Spazio che, ad oggi, non risulta nella disponibilità dell'azienda 'in quanto bloccato da ripetuti e ingiustificati rinvii da parte del Tribunale di Viterbo”. Così, in una nota ufficiale, la dirigenza dell’azienda, che ha aggiunto: “Una tempestiva decisione da parte del Tribunale permetterebbe di rendere utilizzabile il locale in novanta giorni e di ridare lavoro a tutti i dipendenti”.
A questo punto la domanda da un milione di dollari è: qual è l’origine del contenzioso? A svelarlo, ricostruendo l’intera vicenda, sono i legali della società, che ha sede a Milano.
Prima, però, una premessa per comprendere i collegamenti aziendali: la società Tarquinia Mobili srl fa parte del Gruppo Mondo Convenienza, la capogruppo è invece costituita dalla società Edil Tre Costruzioni spa, la quale controlla la Tarquinia Mobili.
Ciò chiarito, procediamo. Il 18 gennaio 2007 la Edil Costruzioni acquista la proprietà di quei cinquemila metri quadri prima citati e situati in località Ponte di Cetti. “Si tratta – spiegano da Mondo Convenienza - di capannoni prefabbricati articolati su due blocchi e destinati ad attività commerciali”. Con tale decreto il Tribunale ingiungeva alla debitrice esecutata (Ci Gi & Co srl) di rilasciare l’immobile nella piena disponibilità della Edil Costruzioni.
Solo che “già nell’ordinanza di vendita il Tribunale dava atto che l’immobile era condotto in locazione dalla società Io Bimbo 2001 srl, ma con contratto di locazione immobiliare ad uso commerciale con decorrenza dal 1° marzo 2001 al 28 febbraio 2007”. Ed è sulla base di questo presupposto che la Edil Costruzioni partecipa all’asta, aggiudicandosela il 28 giugno 2006; per poi, come detto, ottenere il decreto di trasferimento.
Così, nell’aprile 2007, la Edil Costruzione inizia l’azione esecutiva nei confronti della debitrice esecutata e della Bimbo 2011 per il rilascio dell’immobile. A tale azione, però, quest’ultima società si oppone, sostenendo che il contratto di locazione stipulato nel 2001 fosse opponibile e che la società aveva diritto al rinnovo di altri sei anni. Quindi fino al 28 febbraio 2013.
Da qui inizia il contenzioso. “In data 4 ottobre 2007 – si legge nella nota legale di Mondo Convenienza - il Tribunale concedeva la richiesta sospensione e, pertanto, la Bimbo 2001 s.r.l. poteva continuare a detenere l’immobile in questione, in forza del sopra detto contratto di locazione che, giova evidenziare, era stato stipulato dalla Ci Gi & Co s.r.l., la cui amministratrice era la signora Cinzia Capaccioli, a favore della Bimbo 2001 s.r.l., di cui, dall’anno 2003 la stessa Cinzia Capaccioli risulta essere socia di maggioranza ed amministratrice unica. Da qui, seguiva un incredibile valzer di rinvii del Tribunale di Viterbo, dapprima da parte della dottoressa Inzitari, che denegava costantemente la decisione, poi dai suoi sostituti, che rinviavano più volte il giudizio per la decisione, per poi puntualmente non adempiere all’incombente e disporre nuovo rinvio”.
Ma non finisce qui, perché 'la Edil Tre Costruzioni, stante il fatto che era subentrata nella proprietà dell’immobile e considerata la circostanza che la Bimbo 2001 s.r.l. non aveva mai corrisposto il canone di locazione, iniziava l’azione di sfratto per morosità visto che la Bimbo 2001 aveva nel frattempo maturato un debito di 103mila euro, oggi vicino ai 200mila”.
Il 27 ottobre 2011 – guarda caso un mese prima dell’incendio che ha raso al suolo il capannone Mondo Convenienza – un’altra udienza ed un altro rinvio. Adesso, quindi, mentre la società Bimbo 2001 'non paga nulla a titolo di canone e detiene gratuitamente l'immobile, Mondo Convenienza, attuale proprietaria - conclude la nota della dirigenza - non ha mai potuto neanche vedere l'interno della struttura'.