ANNO 16 n° 272
Il dottor Dino Masella
La sanitą secondo ''Cantiere Democratico''
Intervista al dottor Masella, responsabile nazionale

VITERBO - ‘’Basta con la riduzione dei posti letto. Per risparmiare sull’assistenza sanitaria ospedaliera occorre eliminare gli sprechi’’. Ad affermarlo il dottor Dino Masella, medico chirurgo che ha lavorato nella Asl di Viterbo (servizio di Emergenza) dal 1988 a1994. Attualmente Masella è medico Dirigente nella ASL RM/H, Distretto di Pomezia, responsabile della Medicina di base e dei Servizi.

Conosciuto nel viterbese anche per essere stato più volte ospite del Club Lions Falerii Veteres di Civita Castellana, il dottor Masella è il responsabile politico unico nazionale per la Sanità del Movimento-Partito “Cantiere Democratico”.

Bocciati i tagli lineari dunque?

‘’Certo, non è così che si risolve il problema, ma attaccando in profondità sprechi e disservizi. Anche perché in sanità le inefficienze sono subite maggiormente dai cittadini più svantaggiati. Sono loro, e solo loro, che alla fine pagano il conto. Ma per affrontare gli sprechi occorre, prima di tutto, che i costi di materiali e prestazioni siano gli stessi in tutto il territorio nazionale. Se ne parla da 30 anni ed è una vergogna che il problema non sia stato risolto e che sussistano ancora 30mila centrali di acquisto nella pubblica amministrazione che, probabilmente, sono la causa e l’effetto sia dei costi esagerati sia delle inefficienze diffuse’’.

Quali consigli darebbe a chi in questi giorni si sta occupando anche in Sanità di spending review?

‘’I tagli ai servizi non devono seguire procedure ragionieristiche ma devono tener conto delle varie realtà territoriali e della qualità/quantità dei servizi resi alla popolazione. Nel 2013 il fondo sanitario nazionale è stato inferiore di circa un miliardo rispetto al 2012; mi chiedo quale patto per la salute si potrà fare per il futuro se i fondi e i servizi continuano a diminuire. A chi si sta occupando di spending review vorrei anche ricordare che il taglio dei budget sanitari non hanno mai reso più efficiente la produttività ma, al contrario, si ripercuotono sulla qualità dei servizi resi ai cittadini. La strada, ripeto, è sempre quella di risparmiare sugli sprechi. Ma attenzione: i risparmi in sanità vanno reinvestiti in servizi sanitari, in centri di diagnostica avanzati e ad accesso h/24, in posti letto per la riabilitazione e le lungodegenze, in consultori familiari e soprattutto a favore dei cittadini svantaggiati’’.

Passiamo al precariato.

‘’Al momento è prevista la stabilizzazione del personale a tempo determinato entro il 2016, previo concorso, e la proroga sempre al 2016 di incaricati, flessibili e atipici. Solo con l’immissione di personale nei servizi si può migliorare la diagnostica e accorciare le liste d’attesa in tempi ragionevoli, se non proprio eliminarle. L’ideale sarebbe che tutti i servizi di diagnostica per immagini di primo e secondo livello funzionino h/24, e prevedere l’accesso immediato per i cittadini portatori di disabilità’’.

 

Quali sono le iniziative di ‘’Cantiere Democratico’’ nel breve termine?

Vigileremo attentamente che in tutte le realtà sanitarie regionali e territoriali il taglio dei budget sanitari non si scarichi sulla qualità dei servizi resi ai cittadini. Sappiamo che le Regioni sono alle prese con piani di rientro ma le Regioni hanno la responsabilità istituzionale e costituzionale di organizzare in modo omogeneo l’assistenza sanitaria territoriale e ospedaliera nel rispetto dei Lea (livelli essenziali di assistenza) in modo tale che ovunque il diritto fondamentale alla salute sia tutelato e salvaguardato. Nell’ambito della tutela di un diritto fondamentale come quello alla salute le differenze territoriali sono a dir poco incivili. Ci impegneremo quindi politicamente affinché i cosiddetti ‘’viaggi della speranza’’, ovvero di migrazione sanitaria, possano ridursi al minimo, trovando nella realtà regionale di provenienza quelle risposte di efficienza, efficacia e appropriatezza per la salute di tutti i cittadini.

Altra valenza importante è l’integrazione tra ospedale e territorio la quale potrà ottenersi solo facendo una corretta analisi dei bisogni della popolazione, la valutazione di essi, e la presa in carico nelle strutture deputate, soprattutto dei pazienti fragili’’.




Facebook Twitter Rss