ANNO 16 n° 275
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La ''Rivoluzione civica''
di Nando Gigli
Alla regione Panunzi, alla Camera Monti: ''Ma č una scelta provvisoria''

VITERBO – (roc) Un po’ di centro e una spruzzata di sinistra: questa la quarta vita politica di Nando Gigli che ieri ha riunito i suoi al Pianeta Benessere invitandoli a votare per la Lista Monti alla Camera (presente il capolista di Lazio 2, Fautilli) ed Enrico Panunzi (Pd) alla Regione Lazio.

Ad ascoltarlo in prima fila, in una sala per la verità non stracolma, Candido Socciarelli, con il quale, dice Gigli, ‘’Ultimamente c’eravamo persi di vista’’. Poi ancora Palmegiani, Giulio Lucidi, Marcello Mariani, Maurizio Tofani.

Ma attenzione a chiamare la nuova linea politica ‘’Rivoluzione copernicana’’. Forse semplicemente una ‘’Rivoluzione civica’’. Si vedrà.

Intanto l’opzione per Panunzi sarebbe dettata solo da motivi, per così dire, strategici. Lo storico pragmatismo di Gigli, insomma: ‘’Visto che il territorio – ha detto più o meno – potrà eleggere solo un consigliere e che Panunzi ha le possibilità maggiori, non possiamo permetterci di non avere un punto di riferimento in Regione per dare voce a questo territorio’’.

Ma guai a parlare di accordi sottobanco: ‘’La mia indicazione – ha infatti precisato – non è frutto di accordi, di patteggiamenti o di contropartite. Metto in conto perfino illazioni frutto di una mentalità provinciale e di un deficit culturale’’.

‘’La politica – ha poi ripreso Gigli ripetendo uno dei cavalli di battaglia della sua lunga attività nei partiti – non prevede un voto di pura testimonianza. So che a qualcuno potrà sembrare quantomeno strano ma, piaccia o non piaccia, è giunto il momento di gettare sia a destra che a sinistra il seme di un vero centro riformatore’’.

Difficile non leggere in questa posizione gigliana anche la piattaforma su cui lavorare per le comunali di maggio per appoggiare la candidatura di Leonardo Michelini a Palazzo dei Priori.

Difficile da parte dei presenti non leggere anche un sottotitolo di fondo: altro che Udc!

Quell’Udc che, prima l’ex segretario provinciale Romoli, poi il leader in persona, hanno marchiato come partito, almeno quello viterbese, autocratico e guidato soltanto da interessi e ambizioni personali. A Santucci saranno fischiate le orecchie.

Spiegare la scelta del voto alla lista Monti per le Politiche è stato più facile. Ma anche in questo caso Gigli ha offerto ai suoi un altro mezzo colpo di scena: ‘’Attenzione – ha avvertito – la nostra è solo una scelta provvisoria. Queste elezioni cambieranno la geografia politica e noi vogliamo prima sapere dal presidente Monti se la sua esperienza continuerà, se dalla sua area nascerà un partito o se le cose si evolveranno in altri modi’’.

Gigli, forte probabilmente della sua esperienza, vuole insomma vederci chiaro. Considerando poi che a Viterbo nell’area Monti c’è un vero e proprio ingorgo, forse non vuole correre il rischio che, passate le elezioni, un risultato negativo possa essere attribuito a lui o che di un risultato positivo se ne approprino i suoi ex amici, ora avversari, dell’Udc.

Oppure, peggio ancora, assistere alla ritirata di Monti, alla consegna del risultato elettorale a Casini e quindi ritrovarsi di nuovo e magicamente nell'Udc di Santucci. A sua insaputa, chiaro.

Non per niente è la sua quarta vita politica.

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