


CIVITA CASTELLANA - 'La rete al centro anziani non trova riscontro negli atti progettuali, nella sbandierata legge regionale e viola il secondo articolo della convenzione stipulata tra il Comune e l'associazione'. A dichiararlo è Valerio Biondi, consigliere comunale del Movimento cinque stelle, che torna a commentare la scelta dell'amministrazione comunale di recintare il centro anziani all'interno del parco primo maggio. Nel voler portare avanti questa battaglia contro quello che ormai in città viene definito il 'gallinaro', con la speranza di vederlo presto abbattuto, i grillini, insieme a Rifondazione comunista, Pd e altre associazioni, hanno deciso di indire un'altra giornata di raccolta firme nella giornata di oggi. Saranno infatti presenti al mercato settimanale dalle 9 alle ore 12.
'Questa amministrazione - dichiara Biondi - è riuscita a chiudere in gabbia i pericolosi frequentatori del centro anziani separando di fatto il parco urbano dalle strutture comunali del centro sociale anziani. Una scelta per noi intollerabile. Inoltre, dai documenti e dal compendio progettuale non si riesce a comprendere la vera ragione che sottende all’opera realizzata. Nonostante noi del M5S abbiamo chiesto ed ottenuto la documentazione specifica, ad oggi non siamo riusciti a capire da quale logica politica o sociale nasca questa decisione che, tra l'altro, non trova riscontro negli atti progettuali e nell’ultima determina del 19 marzo 2024 pubblicata soltanto in data 15 maggio 2024 che ha previsto l’opera. Neanche la tanto invocata normativa regionale che ovviamente non potrebbe prevedere la realizzazione di un muro in rete metallica alto circa 2 metri in totale contrasto, anche semplicemente visivo, con il luogo in cui è stato realizzato'.
'Dal punto di vista tecnico -continua il consigliere - se lo scopo era quello di “delimitare' una corte del centro sociale rispetto alle altre proprietà comunali, la scelta di realizzare un muro di Berlino che delimita pochi metri quadrati di superficie, appare come una scelta maldestra e poco funzionale.
Gli iscritti al centro anziani comunale, che sono più di 400, non sono stati coinvolti in un confronto preventivo e costruttivo e tutto è stato deciso nelle stanze comunali in barba alla volontà popolare.
Inoltre, gli associati del centro anziani che giustamente fruivano dello spazio del parco pubblico del “boschetto”, come tutti i cittadini, si sono ritrovati nel giro di una settimana ad essere segregati all’interno di una corte recintata che non permette l’attuazione di quanto previsto all’art. 2 della convenzione stipulata tra l’Associazione ed il Comune ovvero “lo scambio intergenerazionale”, con una superficie esterna in metri quadrati inferiore a quanto previsto per l’allevamento delle galline spacciata tra l’altro come una generosa concessione'.
'Parliamo di invecchiamento attivo -conclude Biondi - di attenzione alle fasce di età più deboli, e poi si presenta la giunta Giampieri con una scelta che va nella direzione opposta rispetto a quanto promosso e auspicato riguardo le politiche sociali tendenti appunto alla promozione dello scambio intergenerazionale. Con la raccolta firme invitiamo tutti i cittadini a dire no a questo scempio'.
