


VITERBO - L’Associazione medici per l’ambiente - Isde di Viterbo, visto quanto stabilito da una deliberazione del 19 maggio della Giunta regionale del Lazio, chiede che ''si provveda immediatamente all’approvvigionamento idrico per le popolazioni di Caprarola e Ronciglione con fonti alternative a quelle della captazione di acqua dal lago di Vico''.
La deliberazione ''riconosce il degrado delle acque del lago di Vico per la produzione di acqua potabile e che pertanto risultano classificate in categoria inferiore ad A3 e contestualmente stabilisce che ''tali acque possono essere utilizzate, in via eccezionale, solo qualora non sia possibile ricorrere ad altre fonti di approvvigionamento e solo dopo opportuno trattamento'''.
Sul sito del Ministero della Salute - spiegano sempre dall’Isde - si evidenzia che ''per essere destinate alla produzione di acque potabili, le acque dolci superficiali sono classificate dalle Regioni nelle categorie A1, A2 e A3, secondo le caratteristiche fisiche, chimiche e microbiologiche; di conseguenza sono sottoposte a trattamenti diversi: A1trattamento fisico semplice e disinfezione; A2 trattamento fisico e chimico normale e disinfezione; A3 trattamento fisico e chimico spinto, affinazione e disinfezione.
''Le acque dolci superficiali, che presentano caratteristiche fisiche, chimiche e microbiologiche qualitativamente inferiori ai valori limite della categoria A3, possono essere utilizzate solo quando non sia possibile ricorrere ad altre fonti di approvvigionamento; in tale circostanza, le acque devono essere sottoposte a opportuno trattamento per rispettare le norme di qualità delle acque destinate al consumo umano''.
L’Associazione medici per l’ambiente - Isde di Viterbo torna a ribadire '''la necessità dell’abbandono immediato della captazione delle acque dal lago di Vico e il rifornimento di acqua potabile alle popolazioni di Caprarola e Ronciglione con sistemi alternativi, nell’immediato anche mediante autobotti''.
E conclude: ''Si richiama di nuovo anche l’urgenza di interventi per la tutela e il ripristino delle caratteristiche dell’ecosistema del lago di Vico che prevedano una netta riduzione delle attività agricole intensive di monocoltura che utilizzano fertilizzanti chimici e pesticidi nella caldera del lago in favore di pratiche agrobiologiche, rispettose dell’ambiente, dell’ecosistema lacustre, della qualità delle sue acque e della salute di tutti a cominciare da quella degli agricoltori e delle loro famiglie''.