ANNO 16 n° 275
La raccolta della plastica sul litorale tarquiniese non conosce festivi: Francesca Arca č attiva anche a Ferragosto
'Quando si fa una passeggiata e si ritorna, si inciampa su tutta la plastica'

TARQUINIA - Francesca Arca non si ferma: nonostante le ritrosie di qualche passante indifferente, la donna continua imperterrita nella sua battaglia contro l’accumulo di rifiuti sulle spiagge. L’ecologista, anche co-portavoce di Europa Verde per la provincia di Terni, ha indetto una raccolta per la giornata di Ferragosto, finalizzata alla differenziazione. Il litorale tarquiniese è stato nuovamente sgombrato dalle plastiche, piaga che mina la salute dell’ambiente.

La politica ambientalista ha lavorato al suo progetto anche il 13 agosto, affiancata dall’amica di origini austriache Eva Hausegger: le due hanno trovato in riva al mare “corde di plastica delle barche: una era molto pesante, l’altra era una rete. Poi bottiglie, mentre stamattina abbiamo raccolto una cassetta di polistirolo, una di legno e dentro delle bottiglie di plastica”. Erano disseminati per la spiaggia anche “dei pezzetti di polistirolo, che rimane sui fondali dei mare: poi lo mangerebbero i pesci”.

La Arca ha raccontato brevemente la giornata di condivisione della raccolta: “A Eva avevo già raccontato cosa stavo facendo ed era stato organizzato un piano della visita in spiaggia: l’avremmo fatta insieme anche per passeggiare. Siccome lei è venuta nel Centro Italia, ha detto di volermi far visita a Marina Velca”.

La pianificazione di questo momento, divenuto un’abitudine virtuosa, ha previsto nuove e costruttive fasi? C’è bisogno di idee per renderlo ancora più coinvolgente?

“A parte il fatto che io riceva qualche complimento, sono sincera, non ho visto grandi sussulti, non posso obbligare le persone ad aiutarmi. Chi è in vacanza non ha sempre voglia di starsi a impegnare o sacrificare: questo è il problema”, ha precisato la Arca.

I tarquiniesi in generale hanno accolto il progetto con favore? Occorrerebbe una sensibilizzazione mirata a Tarquinia e nella provincia di Viterbo?

“Secondo me sì, direi in tutto il Lazio”. La Arca ha poi aggiunto, dopo aver riportato l’esperienza del dialogo con una cittadina romana favorevole alla costruzione degli inceneritori, che un importante contatto con i tarquiniesi lo ha avuto in occasione di una pratica con un’agente immobiliare: quest’ultima ha affermato che nel comune della Tuscia l’attenzione all’ambiente non accomuna tutti i cittadini. Anzi, la problematica è poco sentita.

Mare e polimeri sono due temi che negli ultimi tempi sono sfortunatamente spesso accostati: “Tutti a casa mia e anche la mia amica Eva usiamo detersivi e detergenti 100% biodegradabili, ma siamo in pochi a farlo. Se tutti lo facessimo, forse non avremmo la mucillagine nel Mare Adriatico. Sembra che sia arrivata anche nel Tirreno: ho letto che è nei fondali”, ha dichiarato l’ecologista.

“Quando si fa una passeggiata e si ritorna, si inciampa veramente su tutta la plastica”: questa è una delle altre perplessità di ordine pratico sollevate dalla Arca, convinta della gratuità degli aiuti profusi con il riciclo al nostro pianeta. “Essere ambientalisti – ha poi specificato – non significa dire di no, ma dare delle soluzioni”.

La raccolta della plastica che non conosce festivi, quindi, rimane un faro acceso per gli ambientalisti che vi partecipano. Inaspettatamente bambini e ragazzi sono poco attratti dall’iniziativa: “Non vedo tanta partecipazione”, ha commentato la Arca, comunque fiduciosa nell’impatto duraturo dei piccoli gesti.

La proposta è quella di un Ferragosto insolito per molti? A primo acchito potrebbe apparire così, ma talvolta è necessario sconfinare dal proprio spazio per essere utili e reattivi: la passione per l’ambientalismo ha lo scopo di preparare la strada, non di alimentare scorciatoie.




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