ANNO 16 n° 274
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La protezione civile cerca casa
Tra i gruppi impegnati nell'emergenza Covid 19, Favl e TusciaViterbo lanciano l'appello: ''Serve una sede per l'attrezzatura''

VITERBO - (Max Vismara) Immaginate la scena: è sera siete in casa e improvvisamente va via la luce, non avete a portata di mano il cellulare e non fumate, quindi niente accendino. poi improvvisamente la vostra mente corre alla vecchia torcia che tenete nel cassetto della scrivania, a tentoni trovate il cassetto, lo aprite, trovate la torcia l'accendete e finalmente riuscite a vedere qualcosa. E mentre il fascio luminoso rischiara il buio vi rendete conto del fatto che l' oggetto che avete in mano e che fino a qualche minuto prima era dimenticato in cassetto da anni, ora invece e diventato di vitale importanza per voi.

Durante l' emergenza Coronavirus la parte della torcia che rischiara le tenebre e che purtroppo viene spesso 'dimenticata' in un cassetto in periodi di calma, l'hanno fatta i gruppi di protezione civile, sono loro infatti che abbiamo visto insieme ai sanitari e alle forze di polizia impegnati costantemente sul campo per aiutare un'Italia reclusa e malata.

Nella città dei papi un gruppo di volontari in giallo appartenenti 4 o 5 associazioni di protezione civile hanno fatto la differenza, aiutando centinaia di persone in difficoltà: dal recapitare a casa delle persone viveri, generi di prima necessità e buoni pasto, al servizio di raccolta di alimentari nei supermercati. I ragazzi in giallo sono stati una delle colonne portanti durante il lockdown.

''In questi due mesi abbiamo portato a casa della gente più di 800 pacchi viveri donati dall'emporio solidale - spiega a Viterbonews24, Cinzia Viglianti, presidente dell' associazione di protezione civile Favl - inoltre è dal 13 marzo che trasportiamo materiale sanitario dalla dalla sede della regione di Roma a belcolle, dove abbiamo anche montato la tenda triage, per non parlare dei vari interventi a Celleno quando era zona rossa.

Ovviamente - puntualizza la Viglianti - facciamo tutto questo perché lo sentiamo come un dovere verso la comunità e naturalmente non vogliamo niente in cambio, ma ci serve una sede di almeno 80 metri quadri con uno spazio esterno per i mezzi. Adesso ci siamo adattati su un piccolo terreno datoci in comodato d'uso gratuito dalla Provincia, ma il contratto è ormai scaduto, e non sappiamo che fine faremo''.

I gruppi di protezione civile spesso usano mezzi e materiali ( tutti rigorosamente auto acquistati) per far fronte alle emergenze di vario tipo.

Ovviamente questi materiali vanno immagazzinati al riparo, da qui la necessità di una sede che non solo faccia da centro operativo ma anche da magazzino merci.

''Per farvi capire la nostra necessità di una sede - ha concluso la presidente - vi dirò che la tenda pneumatica che abbiamo usato per i terremotati ad Amatrice siamo costretti a tenerla, per proteggerla, dentro una vecchia cella frigorefera che fortunatamente ci hanno regalato''.

Il problema della sede dove stare accomuna la Favl ad un'altra associazione di volontari di  protezione civile locale: la TusciaViterbo. Questo gruppo di ragazzi capitanati da Roberto Tisbi è da sempre impegnato sul territorio per far fronte alle varie emergenze degli ultimi anni, infatti i Tisbi boy's hanno operato sugli scenari degli incendi e delle alluvioni peggiori dell' ultimo decennio, e anche questa volta erano presenti. Sono loro infatti che hanno portato un po di solidarietà (e qualche panino) ai ragazzi in autoquarantena nella casa dello studente di via Cardarelli.

''Sono anni che corriamo dietro ad una sede in cui stare - dice esasperato Tisbi - purtroppo dopo anni di servizio sul territorio ancora siamo senza casa. Abbiamo anche vari mezzi per gli interventi - continua a dire - una cisterna da 1000 lt per gli incendi e un furgone che dispone di un gruppo illuminante montato su un palo telescopico da 5 metri per le operazioni notturne. Tutte attrezzature delicate che abbiamo comprato con tanti sacrifici e che naturalmente vanno protette, ecco perché ci serve una sede''.

Ovviamente anche il gruppo TusciaViterbo è stato fortemente impegnato per l' emergenza Covid.

''Abbiamo distribuito viveri e buoni pasto - continua Tisbi - e insieme ad altre associazioni ci siamo anche occupati della diffusione con il mezzo itinerante dei messaggi del sindaco alla popolazione, e molto altro''.

La pandemia ci ha insegnato che purtroppo bisogna essere pronti, affinando le risorse. Ora più che mai si è capito che la protezione civile è una risorsa di vitale importanza durante le emergenze, e come tale va aiutata perché facendolo aiutiamo noi stessi. E' facile dimenticarsi della torcia nel cassetto, ma se quando ci serve non funziona, rimaniamo al buio e quindi bisogna mantenerla ben funzionante, sperando che i periodi bui non arrivino mai.




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