ANNO 16 n° 300
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La protesta degli agricoltori arriva nella Tuscia, i trattori si fermano a Orte
Sit-in spontaneo al casello autostradale contro lo stato di crisi. Gli imprenditori agricoli chiedono risposte concrete per salvare il settore

 

ORTE - Si riaccende la protesta degli agricoltori nella Tuscia. Oggi, al casello autostradale di Orte, nei pressi della rotatoria, gli imprenditori agricoli hanno indetto un sit-in spontaneo, senza la presenza di sigle sindacali, per denunciare una crisi che da troppo tempo mette a rischio la sopravvivenza delle aziende.

Al centro della mobilitazione ci sono l’aumento del costo della vita, il caro carburante, il rincaro dell’energia e dei concimi, ma anche l’incertezza economica e le scelte politiche che, secondo i manifestanti, stanno penalizzando pesantemente il comparto agricolo.

Tonino Monfeli

'Siamo di nuovo in piazza - ha affermato Tonino Monfeli, presidente del Conca - perché non ce la facciamo più ad andare avanti. Di questo passo le aziende agricole chiuderanno tutte, rimarranno solo le grosse multinazionali'. Le previsioni sono tutt'altro che rosee: 'I costi del carburante sono alle stelle, per non parlare di quelli energetici - ha detto ancora Monfeli -. Anche il prezzo dei concimi è aumentato a dismisura e la burocrazia strozza i nostri ricavi'. C'è poi il problema legato al prezzo delle materie prime: 'Siamo vittime - ha continuato Monfeli - di una grossa speculazione che penalizza noi produttori e gli stessi consumatori, le materie prime che produciamo ci vengono pagate al ribasso e rivendute nei supermercati a prezzi esorbitanti. Questo crea un problema per noi, perché non ci permette di rientrare coi costi, e al consumatore finale, costretto a fare i conti con prezzi sempre più alti. Basti pensare ai pomodori, che possono arrivare a costare anche dieci euro al chilo. E' una situazione inaccettabile, l'agricoltore deve tornare a stabilire i prezzi dei prodotti se vogliamo ristabilire il giusto equilibrio'

Il sit-in dello scorso anno 

Nel mirino della protesta anche le politiche europee, accusate di non tutelare adeguatamente le piccole e medie imprese agricole, 'Continuiamo - ha detto ancora il presidente del Conca - a subire un attacco da parte dei poteri forti e l'unione europea ha deliberatamente deciso di assecondare questo stato di cose, distruggendo progressivamente l'economia familiare per lasciare spazio alle multinazionali. A quel punto cosa rimarrà della nostra agricoltura?'.

La protesta degli agricoltori nella Tuscia, in particolare a Orte dove negli ultimi anni si sono concentrate proteste e scioperi del settore, racconta di una difficoltà che non riguarda più soltanto i bilanci delle singole aziende, ma chiama in causa il futuro delle produzioni locali e il lavoro di filiera. Una protesta che non intende arretrare di un centimetro. Dopo il sit-in di Orte, infatti, gli agricoltori si sono dati appuntamento a Roma per una manifestazione generale indetta per venerdì 30 ottobre con partenza da piazza dei cinquecento.




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