ANNO 16 n° 272
La propensione al gioco d’azzardo nel viterbese e le strategie di contrasto alla ludopatia in provincia

Una serata tra genitori e figli al Teatro civile, per coinvolgere gli spettatori e informarli su quali rischi si possano correre con il gioco d’azzardo e per contrastare il fenomeno della ludopatia: è questa una delle iniziative che la municipalità e la parrocchia di Tuscania hanno avviato nel tentativo di far fronte alla piaga della dipendenza da gioco.

E sono tante altre le amministrazioni e le associazioni che in tutta la Tuscia sono mobilitate e coinvolte in prima persona per dare un colpo d’arresto alla dipendenza dal gioco con premi in denaro: nei comuni di Viterbo, Montefiascone, Tarquinia e lungo la fascia costiera, ad esempio, la cooperativa Time4Child ha avviato il progetto “A che gioco giochiamo?”, allo scopo di dare vita ad «interventi innovativi per il contrasto del gioco d’azzardo».

 

Quanto si gioca nel viterbese

Se il mondo dell’associazionismo e, come vedremo, quello della sanità pubblica hanno espresso una certa preoccupazione, è perché i dati parlano chiaro: la provincia di Viterbo ha una certa propensione al gioco d’azzardo.

Si gioca online, da smartphone o computer; e si gioca nei centri scommesse e nei bar e locali della provincia dove sono alloggiate macchinette con vincite in denaro. Basti pensare che, secondo i dati raccolti dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, nel viterbese sono andati in giochi e scommesse ben 154 milioni di euro. E poi ci sono anche i portali di casino non AAMS, alcuni sicuri come questi, altri senza alcun tipo di licenza.

Bassano in Teverina è il comune con la maggior propensione al gioco, con una media di 914,47 euro a testa all’anno; seguono il capoluogo (810,76 euro a giocatore), Civita Castellana (631,65 euro) e Montalto di Castro (613,76 euro).

Il fatto è, però, che una forte propensione al gioco purtroppo a volte rima con un forte rischio di gioco compulsivo e di vera e propria dipendenza.

 

Informare, curare e prevenire: associazioni e amministrazioni contro il fenomeno della dipendenza da gioco d’azzardo

Informazione, cura e prevenzione: sono questi i tre livelli su cui si muovono non solo il progetto della Time4Child, ma anche tutti gli altri avviati dagli operatori del settore della “lotta alla ludopatia”.

Nel caso specifico di “A che gioco giochiamo?”, il progetto si dipana sul medio e lungo periodo: dopo un primo momento dedicato alla conoscenza del territorio (per un periodo di almeno sette mesi, gli operatori e i volontari si dedicano alla mappatura delle risorse pubbliche e del terzo settore, allo scopo di creare reti di collaborazione tra gli enti e le associazioni), si prosegue con una seconda fase, volta a “promozione, informazione e comunicazione”, mediante l’organizzazione di momenti di incontro con la cittadinanza e la realizzazione di materiali cartacei e digitali; uno degli obiettivi, in questo caso, è quello di ottenere l’attenzione e la partecipazione della comunità, non solo dei soggetti direttamente coinvolti.

La terza ed ultima fase del progetto si realizza, infine, attraverso due diversi interventi, complementari fra loro: nelle unità di strada – stand e gazebo posizionati su tutto il territorio nei punti strategici di maggiore afflusso – psicologi, educatori e volontari incontrano chiunque sia in difficoltà o anche solo interessato all’argomento (parenti o conoscenti); i gruppi di auto mutuo aiuto si tengono una o due volte a settimana, a seconda del comune presso cui sono organizzati e accolgono chi, grazie all’azione delle unità di strada o al materiale informativo distribuito capillarmente, ha capito di avere un problema e che questo problema non può essere risolto in autonomia.

 

Il certificato di responsabilità sociale a Viterbo e provincia

In parallelo, sulla scia di quanto previsto dalla legge regionale del Lazio 5/2013 relativamente all’attivazione di «programmi di comunicazione pubblica e di prevenzione del gioco d’azzardo», il Sert – Servizio per le tossicodipendente – dell’AUSL di Viterbo si è unito ad un comitato di ex giocatori e loro familiari, allo scopo di promuovere un’iniziativa particolarmente interessante e attualmente in vigore in città.

L’obiettivo dell’iniziativa è quello non solo di disincentivare la diffusione delle slot machine all’interno di bar e altre attività commerciali, ma anche di ridurre il numero di quelle esistenti a Viterbo.

Come? Assegnando un vero e proprio certificato di responsabilità sociale a tutti quegli esercenti che decidano di non installare le “macchinette” con vincita in denaro o di eliminare quelle esistenti e attive. La ratio è quella di premiare chi prende questa decisione coraggiosa (le slot machine sono fonti di importanti guadagni per i gestori di bar), facendo sapere a chi varca quella porta che lì si è fatta una scelta nei confronti del gioco d’azzardo, per la protezione dei clienti dai rischi di ludopatia.

 

Gli interventi delle forze dell’ordine

L’altro fronte su cui nella provincia di Viterbo si lotta contro il fenomeno del gioco compulsivo e della ludopatia è quello della repressione dei comportamenti illeciti eventualmente tenuti dai titolari dei centri scommesse e dagli esercenti di bar e altri locali che offrano apparecchi per giochi con vincite in denaro.

La ludopatia è un fenomeno che colpisce i soggetti più fragili e più indifesi, come i soggetti in difficoltà economica (che cercano una soluzione ai problemi di soldi nel gioco d’azzardo) e i giovani e i giovanissimi, che non comprendono fino in fondo i rischi di cadere nella trappola della dipendenza dal gioco.

Le forze dell’ordine del viterbese (Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza) compiono periodicamente controlli negli esercizi commerciali della provincia, per verificare il rispetto delle norme: orari di apertura, collegamento degli apparecchi al circuito dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, accesso ai soli maggiorenni.

E a proposito di età minima consentita per il gioco, le forze dell’ordine, in una delle più recenti operazioni di pattugliamento e controllo del territorio della città di Viterbo, hanno sorpreso un minorenne intento ad utilizzare un apparecchio con vincite in denaro (videolottery o slot machine).

Al titolare dell’attività commerciale è stata comminata una sanzione di 6.667 euro; inoltre, in applicazione dell’articolo 24, comma 20, del D.L. 98 del 2011, la sua attività sarà chiusa da un minimo di 10 ad un massimo di 30 giorni.

 




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