ANNO 16 n° 272
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La pittura e le opere di Andrč Castinel in mostra libera a Viterbo
I quadri fanno parte della collezione privata di Antonio Obino, esposti al Bistrot del Teatro San Leonardo

VITERBO – “Un acobate dell’art”, così è intitolata la mostra di Andrè Castinel, inaugurata il 29 ottobre al Bistrot del Teatro San Leonardo di Viterbo e aperta al pubblico fino a sabato 10 dicembre. Le opere fanno parte della collezione privata di Antonio Obino, pezzi unici messi a disposizione della collettività viterbese per poter essere ammirate e apprezzate da tutti. L'entrata all'interno della mostra è libera.

Andrè Castinel è stato un pittore, disegnatore e mago che ha realizzato il suo trucco più spettacolare unendo le sue due vocazioni, l’arte e l’illusionismo. La sua prolifica opera si nutre tanto di questa parabola quanto di una singolare personalità, traboccante di creatività.

Gli anni trascorsi alla scuola di Belle Arti di Parigi, dal 1958 al 1966, sono segnati, come le sue opere, dall’insegnamento di Jean Aujame (1905 – 1965) e in particolare di Roger Limouse (1849 – 1989), il maggiore del gruppo dei “Pittori della realtà poetica”. Di questo grande movimento della pittura francese dagli anni ’30 agli anni ’60, rivendicando l’eredità del fauvismo, castelin conserva colori vivaci e una marcata interferenza tra il decoro e il soggetto principale della tela.

La critica loda il calore e la potenza della sua colorazione, la brusca semplicità delle sue forme al servizio di temi a lui cari: donne-muse, illusionisti, acrobati e maghi esaltati in una dimensione immaginaria e onirica. Sapendo mantenere la sua indipendenza e originalità, Castelin attinge a un repertorio classico che plasma con la sua sensibilità. Ciascuno dei suoi personaggi è inscritto in una spazialità, traducendo un desiderio di comunicare sensazioni prima di ogni realtà. Attraverso le sue composizioni magistrali e il suo tocco a volte vigoroso, a volte piatto, lo spettatore si unisce al suo universo intimo dove amore, circo e magia si mescolano seguendo una precisa drammaturgia.

Come la sua infanzia e la sua età adulta, quando amava travestirsi, Castinel estende questa gioiosa ricerca dell’alterità nella sua pittura. Umorismo e gioco traboccano dal suo lavoro alla sua vita e viceversa. Con questo viaggio raccontato da un suo contemporaneo, con la sua scrittura di Mandragore, una creatura asessuale alta 1 metro e 80 su un treno, che fa rivivere azioni dadaiste o surrealiste.

Facendo eco alla sua attrazione per l’occulto, che potrebbe sviluppare visioni insolite nell’immaginazione dell’artista, personaggi esoterici o oggetti mistici fanno apparizioni ricorrenti in opere che ricordano l’universo estetico di Gauguin.

 

Gli orari della mostra (entrata libera):

Dal lunedì al venerdì, dalla 12:00 alle 20:00

Sabato e domenica, dalle 15:00 alle 20:00




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