ANNO 16 n° 273
La pandemia regala il boom dei 'puntoit'

di Massimiliano Morelli

 

Cambia la vita durante il lockdown, le chiacchiere si sprecano, il barista che tira su la serranda al mattino dovrebbe guadagnare un euro per il lavoro che fa e diecimila euro per la sopportazione di quei clienti (tutti) che entrano nel locale e commentano i decreti della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Ognuno ha la soluzione, chiunque ha la ricetta per risolvere la questione-pandemia. Molto meglio concentrarsi sulla Rete, che crea proseliti. Nel corso del 2020 sono stati registrati 592.821 nomi con il dominio “.it”, il 13,2% in più rispetto al 2019 in base ai dati censiti dal “Registro.it”, organo dell’Iit-Cnr di Pisa, che comunica un vero e proprio “boom” grazie al lockdown.

E, se anche tra il 2018 e il 2019 c’era stato un aumento l’anno della pandemia, “fa da cartina al tornasole di quanto e in che modo Internet abbia rappresentato un porto sicuro anche per l’utenza italiana, soprattutto nei mesi di aprile e maggio 2020, a cavallo del lockdown nazionale” ha dichiarato Marco Conti. “La Rete – ha aggiunto - ha costituito un approdo digitale provvidenziale per moltissimi e c’è stato un netto balzo di registrazioni. Il 49% appartiene a persone fisiche, il 41% alle imprese.

L’aspetto più rilevante riguarda i liberi professionisti: con quasi 30.000 nuovi domini registrati realizzano un +35% in un solo anno”. Ora c’è solo da capire quanti su quei siti internet discetteranno sull’argomento-pandemia.




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