

VITERBO - La nascita della nuova Camera di commercio di Rieti e Viterbo, sancita ieri con l’insediamento del Consiglio camerale e la proclamazione a presidente di Domenica Merlani, è anche la ''fusione'' di due contesti economici simili tra loro, ma ciascuno con le proprie peculiarità. Nel dettaglio ecco come si integrano tra loro. In totale 53.445 imprese registrate a dicembre 2020.

Effettuando un rapido confronto tra i due contesti provinciali, è possibile evidenziare diversi elementi comuni in ambito produttivo, in particolare con riferimento al settore agricolo. La provincia di Viterbo presenta infatti una caratterizzazione fortemente agricola (il 31% delle imprese registrate fanno infatti parte del comparto agricolo); la stessa tendenza è mostrata dalla provincia di Rieti, in cui il 24% delle imprese registrate rientra nel settore dell’agricoltura. Complessivamente, il 29% delle imprese delle due province risulta componente del settore primario.
Altro settore comune su cui porre l’attenzione è quello relativo al commercio, che coinvolge nel complesso il 20% delle imprese registrate delle due province.
Ulteriore elemento significativo è dato dalla presenza consistente, in entrambi i contesti, di aziende relative al settore delle costruzioni (14% sul totale complessivo) e di imprese inerenti alle attività di alloggio e di ristorazione (che coprono il 7% del totale), seguito dalle attività manifatturiere (5,6%).

Per quanto riguarda il settore delle esportazioni, per il 2020 il valore complessivo registrato da Viterbo e Rieti è stato pari a 741 milioni di euro (376 milioni per Viterbo e 365 per Rieti). Rispetto al 2019, si è verificata una contrazione complessiva del settore export, di circa il -3,6%, conseguenza della pandemia Covid-19 che ha fatto crollare gli scambi internazionali e il livello di consumi. In particolare, è stata tuttavia la provincia di Rieti a registrare un calo più importante, pari a oltre il 6%, mentre quella di Viterbo ha registrato una diminuzione minima, pari al -1% rispetto all’anno precedente.
In particolare, la provincia di Viterbo, con riferimento ai dati dell’anno 2019, a fronte di un valore aggiunto di 6.122,6 milioni di euro, ha evidenziato una propensione all’export pari a 6,1%, che indica una scarsa incidenza delle esportazioni sull’aumento della ricchezza a livello provinciale. La provincia di Rieti ha prodotto valore aggiunto per 2.665,4 milioni segnando un indice di propensione all'export pari a 14,1, ben più alto dell'altra provincia laziale ma anche per questa decisamente inferiore al dato medio nazionale che nello stesso periodo è stato pari a 31,7.
Osservando i dati relativi all’accorpamento delle due province, è possibile immediatamente notare come il settore relativo alle attività manifatturiere occupi, nel complesso, l’89% delle attività totali. Tale rilevanza percentuale è imputabile principalmente alla provincia di Rieti, in cui tale comparto occupa la totalità delle attività globali (99,81%); per la provincia viterbese, invece, le attività manifatturiere rivestono il 78,76% di quelle complessive. La provincia di Viterbo registra, infatti, un’importante percentuale di rilevanza per quanto riguarda il comparto agricolo, che riveste il 18,65% delle esportazioni totali, così come è importante sottolineare l’influenza del settore inerente alla lavorazione alimentare, che rappresenta una quota del 12,3% sul totale. Di grande incidenza per la provincia viterbese è ulteriormente il settore relativo ai prodotti tessili, abbigliamento, pelli e accessori, con una percentuale di rilevanza del 15,17% sull’export complessivo.